Quelle ore di mezza luce
sconfessate dalle tinte forti
ipnagogiche
al punto d’inserzione delle ciglia
ho preso freddo stanotte
è stato un refolo nel petto
segnava un tempo assente
già incolore
e mi tastavo il polso. Era in sospeso
un dire d’altri luoghi
ascoltavo rapita
avanzavano versi scollegati
li vidi alzarsi sopra la mia testa
come le bolle dei respiri in acqua
e tacque anche la strada
immersa in un continuum di smemoria
io che saziavo l’ansia del risveglio
con qualche sogno emerso
già in via di sparizione










