Archivi categoria: poesie dell’abbandono

L’effimero e il pantano

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Cannoni a primavera

Un fiore nelle bocche girasoli su incrociatori e missili sordine di papaveri ai rimbombi e sulle vie tornare a fare festa chiacchiere nei mercati chitarre e fisarmoniche sui prati l’inverno degli dei è la sola stagione dei tiranni l’inferno degli … Continua a leggere

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Approvvigionamenti

Quelli che arrembano scaffali per rimpinguare le dispense temono fame e sete, fanno a gara a chi resisterà su questa terra _se poi verrà la bomba, il bunker già li aspetta con derrate in quantità_ staranno stretti tra parenti e … Continua a leggere

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Facciamo finta che tutto va ben

che le armi nucleari non esistono che son finte le bombe e le uccisioni che andremo avanti senza restrizioni il gas lo troveremo sulla luna grafite, caolinite, uranio, nichel titanio, ferro e minerali vari su Marte o forse Giove che … Continua a leggere

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Di_stanze

filigrane d’argento, i movimenti un tintinnio di scaglie serpentine le braccia la donna tutta in un cappello da spiaggia l’uomo in costume blu nel rosso tinto del giardino d’aceri erano come foto arrotolate banconote scadute nelle tasche passarono quegli anni … Continua a leggere

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Per farmi perdonare

d’aver amato intensamente d’aver trasmesso il senso delle nuvole più che aver posto basi di cemento e tetti in testa forse dovrei stornare il mio vissuto: madre come ho potuto e dire ai figli miei che qualche assenza involontaria non … Continua a leggere

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“Della stessa sostanza delle stelle”

                                                                  nel segmento spazio-temporale noi siamo il paradosso il contenuto infinitesimale che contiene il concetto d’infinito                                       senza sovrastrutture fideistiche sapersi immersi nell’imperscrutabile tra il passato che non esiste più e il futuro che quando sopravviene è già presente … Continua a leggere

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Minimizzare il massimo

come se la memoria restasse talequale e non implosa nel centro della mente nova in padella stella da camera e ciabatte come se tutto ciò che fu si rovesciasse dentro un buco nero e il dopo non fosse un punto … Continua a leggere

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In questa nebbia di parole

giovinezza piovuta lungo i muri anni dipinti ad acqua ricordi che si arruffano _non ne risolvo nodi_ chiudo la mente ai fiori e solo i cactus respirano il deserto il tempo ha modi poco edificanti di rimandare luoghi e fatti … Continua a leggere

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Le vecchie madri nei giorni della merla

  Finita la più parte d’esistenza si svegliano dal coma delle favole e se ne stanno in bilico sul ramo ad imbeccare il vento che lo spezza e tuttavia resistono nei giorni del non detto quando parole e gesti sono … Continua a leggere

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La donna invisibile

                                 Di lei che va sparendo attrice senza fama e senza gloria d’un film di soli titoli di coda una platea di franchi pensatori dimentica le scene entusiasmanti e annota solamente le carenze niente delle fatiche niente di tutti i … Continua a leggere

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  Passato il dì di festa, capre e cavoli

                                            Capisco solo adesso il nesso tra l’agnello e la verdura in sincrasia sopra la casapanca: un’esse sola fa nesso e mescolanza contenitore e stanza, delle feste rimane l’insalata di rinforzo.                                     A Spaccanapoli c’era una volta una bambina che … Continua a leggere

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Consuntivi

                               dal passato recente al prossimo futuro lancette che dispongono nell’aria una folata di malinconia — nessuno danza —                               non basta una nottata a capovolgere un’esistenza di fatica _sembra sia stato vano sopravvivere amare, confidare, rinunciare scrivere la mia … Continua a leggere

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Scherzavo

e andavo ripetendo che i malanni non sarebbero stati sufficienti a farmi fuori e che dovranno farlo a cannonate per abbattermi ma non era da prendermi sul serio potrà bastare un fulmine gentile : ho le pareti fragili

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Gatti non fummo a stare in una scatola

monumenti eroi fusi nel bronzo angeli tratti a forza dalla pietra figure a guardia della notte per contrastare la dimenticanza l’umana inconsistenza niente è stabile il mondo cambia mentre lo si guarda e nella dissolvenza gli osservatori sono gli osservati … Continua a leggere

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Da chissà quale distanza

da un verso che si avvinghia sulla carta parole come artigli irrompono in risvolti metafisici _servissero ad un’aquilapoesia!_ e le tragedie i lutti il farsi vecchi lo stare tra la fossa ed il veglione col solito ottimista che proclama “andrà … Continua a leggere

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Strategie dell’esilio

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Giungere a foce

finito il progettare la mano è un fiore di falangipetali appassita _nemmeno un’ape vagabonda vi s’incaglia_ dal sovrastante scaturire il fiume trascina le parole come giunchi nell’inchino dei salici piangenti otre le rapide figli di guardia alle golene fanno da … Continua a leggere

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A fine partita

  giunge il momento dell’arroccoe il re della casella mattasovrano d’un centimetro quadratoè nell’abbiocco. La regina esiliatasta nell’esiguità dei panoramigli occhi hanno smesso di verificareamori e spazi.Sta di guardia alla nebbia: che non invada tutta la scacchierauna regina smessauna testa … Continua a leggere

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Allontanarsi dalle zone d’ombra

                                                                                    dovrei distogliere lo sguardo da quella stupida figura che si sta fingendo vecchia bannarla dagli specchi                                                       dovrei sottrarla all’invasione dei perché alle palpitazioni fuori sincrono ai pensieri che oscillano tra fendenti di luce e ciò che capita … Continua a leggere

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