Ho preparato la mia barca
in questa vita d’àncora
cullata dalle laminarie.
La vela s’è adagiata sopra il trasto
procellarie mi fanno compagnia.
C’era una meta e l’ho dimenticata
a Camelot
ma forse era una darsena d’addii
oggi che il porto sembra quasi giunto
e il sonno mi sorprende abbandonata
all’amnesia
lo so che invece mi dirigo al largo
i capelli a ventaglio sulle onde
e che la donna va perdendo vesti
parole
gesti
fantasie
io che la guardo e sono
ancora me
moltiplicata in vite di universi
sull’orlo di un’eclisse
già avvenuta.











“io che la guardo e sono
ancora me
moltiplicata in vite di universi
sull’orlo di un’eclisse
già avvenuta.” <3
Oh Cri, emozione grande grande in me!
Un grazie sentito a "tutto quello che viene a da te a visitarti" e che ti permette di scrivere questi versi belli davvero
Ti abbraccio
gb
spero che tu stia bene, gb
e ti abbraccio forte <3
Anch’io ho dimenticato la meta, non so dove, ma forse è giusto così. C’è ancora il desiderio della scoperta, e la vita seppure sull’orlo… non manca di sorprenderci, come sorprendi tu con i tuoi versi. Un abbraccio amica amatissima di penna, e di pelli scuoiate, e di cuori a puntaspilli.
grazie allo stupore viviamo ancora… carissima amica di penna e di cuore <3
leggerti è emozionante anche intellettualmente
Oh sì.
gb
e per me è un piacere saperlo, grazie.
fin dove possono volare i marinai?
Un percorso contorto, la nostra rotta tormentata, non è rimasto vivo nessuno
Siamo salpati per luoghi ignoti all’uomo, dove le navi vanno a morire
Nessun picco maestoso, nessuna fortezza ardita,
potrebbe tener testa all’occhio del nostro capitano.
(da A salty dog dei Procol harum)
questo pezzo dei Procol harum mi è sempre piaciuto molto.
Grazie, anche della tua presenza, Fausto!
tu sei sempre presente anche se non lo do a vedere. è una bella amicizia la nostra.
sì, falco