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Ti parlo così
come se avessi quattro liquirizie
nascoste nella mano
e sul muretto della strada cieca
per non impolverarci
un foglio di giornale.
Le mamme dal balcone
chiamavano a gran voce
era già sera.
_____________Oggi è un precipitare
di promozioni e sconti in galleria
ovunque, vedi, si tengono abbracciati
ed io con gli occhi lucidi di sogno
m’insospettisco al ricordare
mi nego vite intere
resisto alla memoria
d’ogni indizio di donna.
_____________Siediti e dimmi ancora
il dolce di confetti e di girandole
in questa notte di barlumi e spettri
che non voglio vedere.











<3
Je ne regrette rien; bella poesia , armonica, e , finalmente, i ricordi sono sprazzi, giochi , luci , pillole di Prozac contro il becero grigio del presente che mai si stanca di apparire..
E’ una poesia che rinfresca la vita come un acquazzone estivo.
Narda
che i miei versi fossero anche rinfrescanti non l’avrei mai pensato…
e sono felice che abbiano suscitato questo tuo commento pieno di poesia
grazie!
A volte si chiede solo un pochino di compagnia, prestar l’ascolto alle cose belle della vita.
Ai ricordi
solo quelli belli….che poi ne richiamano altri e altri…
vero, Marta, saper prestare ascolto alle cose belle, e ce ne sono tante!
grazie
<3
<3
Confetti, girandole, liquirizie…”sprazzi” nonché “indizi” di un passaggio vivo, non esente da quegli “spettri” (molto bello il “gioco” lessicale spettri-sprazzi che si viene a creare)
che non si vogliono vedere, o meglio, che si vedono, ma non si vorrebbe.
il nucleo centrale è quel r-esistere che “resiste alla memoria”
una poesia molto ben condotta, anche strutturalmente.
Brava Cristina!
ciao e auguri per tutto
grazie, Margherita.
le cose vanno meglio.
i tuoi commenti sono un balsamo.
ciao
cri
Cristina, questa volta commovente e dolcissima. Applausi.