Sembra il catalogo d’un vecchio
classificatore a mantice
voci di dare e avere le macerie
d’un soporificio aziendale
tacciono le sirene i fumi vanno
a figurare oltre le ciminiere
pareidolie cangianti
intanto che dimentico le porte
i passaggi nei muri
le feritoie di maggio
il maglio batte sulla soglia
tartassa il travertino
in ginocchio il restante di vocali
taciute sottobanco
ai compratori di parole
è una vittoria d’apatia variabile
sulle risorse ormai agli sgoccioli
e chi volesse fingere
dovrebbe avere almeno uno schedario
stabile.












Maurizio, grazie, buona giornata a te.
Elis, sono stata al mercato dei fiori e ho comprato i più belli per te.
Mimma, sono commossa dal tuo “entrare” nei miei versi, rovistando nel fondo di essi, fino a trovarne significati ignoti a me stessa, proprio come tu dici. Grazie!
Rossella, ti ho immaginato addormentata col pc sulle ginocchia, come a volte capita anche a me. Ieri sera, ad esempio, dopo aver trascorso una giornata estenuante fuori casa.
Buona giornata e grazie di tutto, carissima. Un bacio.
Carmen, mi hai fatto sorridere con la tua proporzionale a mio favore…
Sarà piacevole avere, nel senso di essere attorniata da anime bellissime come la tua e di tutti gli amici che mi frequentano, e nel contempo spero di poter dare ancora tanto di mio, ché a farlo è già un avere: tanta attenzione, tanto affetto.
Baciocar
Annamaria, grazie della tua gentile e affettuosa presenza. Scusa tu la mia latitanza, invece, ma sto attraversando giorni difficili.
Un abbraccio e buona giornata
Roberto, mi farà immenso piacere il tuo ritorno da lettore. Spero che il tuo pc venga ripristinato e tu possa servirtene soprattutto per il tuo splendido blog.
Un caro saluto ricambiato di cuore.
The, niente sfugge alla follia umana, che però incanalata, ci permette scambio reciproco d’interiorità e bellezza.
baci
Genere umano. Nemmeno l’universo sfugge alla nostra follia schedatoria.
baci!
Una vittoria d’apatia variabile… sulle parole perennemente in bilico sopra uno spazio comunque fecondo.
Mac permetteendo tornerò a leggere
Un caro saluto Cri
Roberto
E’ una poesia bellissima che mi lascia senza parole: stonerei la musicalità dei versi. Le risorse agli sgoccioli dici, è questa luce poetica che dona nuove risorse al tuo cuore. Bravissima!
un abbraccio affettuoso
annamaria
Lo schedario stabile sarebbe un po’ monotono, meglio uno schedario in cui compare e scompare qualche pagina, a piacere, e soprattutto meglio se scompaiono definitivamente le pagine del dare e restino quelle dell’avere, perché immagino che la proporzione sia di 1: 100 mila mld e più.
E non mi sembra il caso di aspettare a ricevere il dovuto in un mondo che non sia questo, e quindi “hic et nunc”.
Intanto… aspettiamo, forse ci sarà una vittoria insperata, come al superenalotto..
Baciocrì
car
Ti stavo commentado ieri sera e mi son ritrovata col pc sulla ginocchia questa mattina, cri carissima. Stupenda la poesia. Se le risorse agli sgoccioli di cui parli son riferite a te, quanto ti sbagli, cri!!!Pima che si esauriscano le scorte magari chiude anche wordpress! E non parlo solo di poesia, ma di Cristina in tutta la sua totalità. Bacio, ross
Così la tua vita poetica è una pareidolia cangiante in altre pareidolie, di metafora in metafora e di frammento in frammento, l’ambiente è divenuto come d’acciaio e di nero, non vedi più nemmeno una feritoia dalla quale possa entrare l’antica primavera e c’è una soglia assordata dai colpi del maglio sul suo travertino che, per quanto duro, si spaccherà. Fingere sarebbe forse possibile, ma inutile, la vita è agli sgoccioli e si è trasformata. Desolazione assoluta dell’esistenza eppure palpitante di un tuo quid segreto, forse, anche a te stessa.
“sono stato al mercato delle parole e ho comprato suoni…”
Parafrasando Jacques Prevert, qui si comprano suoni e assonnanze, metafore e immagini, senso e doppi sensi…
…e sul dare avere
tacciono i sensi!
Ciao Cri
buona giornata!
mm