si fa quello ch’è giusto
il piede avanza il corpo resta indietro
apre scompartimenti nel torace
una prigione d’ossa e un cardellino
nel suo piumaggio rosso
un bonus da concedere ce l’hanno
alla dogana dello sterno
non trasmetta i suoi battiti
signora
li conservi al sicuro
e quando il sole pagherà il suo conto
alla sera imminente
un faro acceso un trillo inaspettato
risvegli dal torpore
l’addetto alla custodia delle carte
ne sveli la fatica a districarsi
dalla comune rete
.











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Intanto, il titolo è pregnante, ma può capirlo un’altra signora attempatella, perché quella è la sensazione: si va di decennio in decennio, il tempo corre, vola e ne rimane sempre meno. Non è soltanto una coscienza, ma un sentire profondo. Il cuore è un cardellino rosso, che vuole scappare dalla sua gabbia di ossa: bella metafora, sì, lui vuole scappare, anche se un brivido sempre lo fa tremare, ed è normale che così sia perché la “comune rete” ci invischia quelle ali fatte per liberi cieli.
esattamente, Mimma.
la sete di libertà si scontra con l’attaccamento alla vita.
e allora le ali ce le teniamo strette e ci arrocchiamo nella piccola gabbia dei nostri anni.
eppure c’è già una parte di noi che vola oltre…
La burocrazia anche per il battito del cuore e il ritmo del respiro….
Ma sta ir-rompendo proprio dappertutto!!!! Meno male che alla sera l’addetto ai lavori se dà na mossa…..Bellissima e musicabilissima. Un bacio e buona giornata, ross
ci faranno pagare anche l’aria, prima o poi…
un bacione
e buonanotte, cara.
Il cuore, regno dei cieli dell’anima!
Averne la massima cura ci ripaga immancabilmente.
Belle metafore hai trovato anche stavolta, n a t u r a l m e n t e ! ! !
Buon dì
Car
Car, anche se un po’ ingabbiato, brilla di rosso…
buona notte
eppure batte, eppure le emozioni le sentiamo proprio lì, e nessuno potrà convincermi che non è vero – lasciamolo fare….
baci
lasciamolo fare… Eli, malgrado tutto…
baci