
c’è un luogo
ai confini del mio posto racchiuso
dove coltivo microcosmi e spore
un sito
di parole piegate nei cassetti
come corredi inutili
una scala
.

c’è un luogo
ai confini del mio posto racchiuso
dove coltivo microcosmi e spore
un sito
di parole piegate nei cassetti
come corredi inutili
una scala
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Pingback: Tuttavia di Cristina Bove « miglieruolo
Le scale non finiscono mai, proprio come gli esami. E cent’anni di vita sono già troppi.
Ciao, queste tue parole incantano la mia anima…
hanno qualcosa che non è di questo tempo…
grazie per questo attimo…
benvenuta, Eco
grazie di aver recepito la mia voce…
a presto
Che bello ogni tanto provare a risalire sulla scala che porta il tuo animo poetico così in alto… Purtroppo soffro di vertigini e non riuscirò mai a raggiungere la tua elevazione! Bravissima come sempre 😉
si sta tutti allo stesso piano, Annita, di fronte all’ignoto…
grazie! 🙂
infatti per me è difficile starti dietro :-0) maledette scale…
è perché tu prendi l’ascensore…
Che bella questa Cristina che propone sintesi. Bellissimi versi, ma sei sicura che i corredi siano inutili? Bacio
sinteticamente, sì, siamo nudi, e poi deporremo anche il disegno. bacio
La scala si presta bene a raccogliere qualcosa e anche il suo contrario, è un luogo fisso eppure mobile, cammino verso il basso o traiettoria verso l’infinito… insomma è il posto migliore per essere tutto (e niente)
un abbraccio
bella definizione della scala.
alla maniera di Escher mi chiedo se poi tutte le scale non siano percorsi raddrizzati di un continuum elicodidale… rampe cromosomiche dell’universo, senza inizio né fine…
C’è un’atmosfera di sospensione in questi versi che riecheggia quella scala…
diatonica, eh?… 🙂
C’è un luogo nella tua mente soffuso di eleganti parole che lieve melodia racchiudono. Per chi le vuol sentire, scendono piano su scala invisibile nei sotterranei cunicoli dell’anima e lì si adagiano dolcemente.
Felice giornata
Car
Car, sono scale che portano chissà dove.
ma partono dalla nostra anima.
buona serata