Erase

in un giorno pesante di bagagli
lo stesso battito dei primi ferimenti
i soliloqui delle mani
intercettate morse d’acciaio
tuttavia
realtà negata e poi vissuta a stento

uomini come salici incurvati
ardono tra le spine

sarà solo la cenere
a cancellare fiamme
là dove si biforcano le rive
e li reclama il fiume

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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7 risposte a Erase

  1. domenica luise ha detto:

    Quegli uomini come salici incurvati destinati a sparire nel fiume hanno una forte drammaticità, sì, spariremo: è difficilissimo sopportarne l’idea.

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  2. cristina bove ha detto:

    grazie ai “like”

    grazie a turquoise, il fiume scorrerà comunque…

    Massimo, grazie anche a te-

    marzia, felice di rivederti!

    toni, lo sai che ho un debole per l’endecasillabo…

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  3. ioviracconto ha detto:

    fra le parole, profonde, intense, i pochi endecasillabi risuonano come un richiamo dolcissimo.

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  4. marzia ha detto:

    Bello quei soliloqui delle mani..ma confesso che mi piace di più la precedente!
    Buona domenica!

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  5. massimobotturi ha detto:

    bellissima metafora quei salici, sempre grande tu

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  6. turquoise66 ha detto:

    Pare siano giorni di grande e fiammeggiante esodo estivo , questi. A me non pare, per la verità. Un esodo ben diverso hai rappresentato tu, quello di anime assetate di vita pienamente vissuta, spero che almeno alcuni arrivino a dissetarsi a quel fiume.

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