
noi delle vesti annose
ci siamo già spogliati
e nudi andiamo come d’inverno i rami
_noi che non siamo foglie ma il centro d’un enigma_
e sradicati vivi
ci adattiamo alle pietre
: il senso della roccia oltre la falda
l’abbiamo visto nelle vette
nel volo silenzioso del grifone.
Epifite vaganti
la chioma nello spazio, i piedi in terra
pulsazioni di luce ad ogni passo
abbaciniamo di pensieri il sole
questo di noi è reale
se ci lasciamo trasformare quieti
mentre passiamo indenni tra gli eventi
e il sortilegio che ci cambia forma
è come un dio che fa l’orlo alle nuvole.











Che splendore! Che bellissima poesia, una meraviglia! E ogni verso meraviglia dentro meraviglia, sarebbe da riportare tutta intera.
Ma il dio che fa l’orlo alle nuvole secondo me l’hai proprio visto!
Hai scritto mille poesie in una, immagini fantastiche, bellissime, una per una.
bbb.car
il dio delle massime cose…
e noi parte di tutto questo inspiegabile mistero, luminoso e numinoso.
grazie ancora.
bbb
“e nudi andiamo come d’inverno i rami” Cris questo verso è mille poesie, geniale rappresentazione di quella parte di noi privata da scorze e concrezioni…quella nudità che consente la “trasformazione”
Vorrei dire tante cose su questa poesia, ma tu mi sai…
Un abbraccio
si, Fran,so bene tutto.
e la trasformazione di cui parli che costantemente ci dilegua e ci fa riapparire…
grazie
un abbraccio strettamente ricambiato
Pingback: Cristina Bove | il lunedì degli scrittori
Ai piedi tamburi, fanfare nei passi eppure fai così silenzio mentre passi…Ciao Cristina, ti abbraccio
il tentativo ultimo di farmi sentire senza emettere suono…
grazie!
ti abbraccio anch’io
Credo che tutta la poesia, nella sua grazia e nel suo mistero, sia ben rappresentata nell’immagine conclusiva del brano musicale: due aquile (?) che sono nel cielo sopra la terra, sono intente a fare l’orlo alle nuvole, rappresentano un enigma, l’abitare a metà strada. Cristina, sai sempre pescare da tuo sacco senza fondo sinestesie perfette, metafore profetiche.
Narda
ti ringrazio, Narda, il tuo spaziare è molto più di un volo d’aquila!
le tue parole mi confortano e danno ulteriore senso ai miei versi,
buona giornata!
cri
Gli ultimi due versi sono “magici” nella loro “realtà”.
“_noi che non siamo foglie ma il centro d’un enigma_”
Qui io trovo il senso.
Davvero molto bella questa poesia, Cri.
L’ho sentita molto.
Ti abbraccio
gb
grazie, gb,
buona giornata
ti abbraccio anch’io
bel componimento, mi colpisce l’uso della punteggiatura, il trattino basso, per esempio, e i doppi punti abbinati a inizio verso. bello! 🙂
benvenuto, Gianluca.
i trattini bassi li uso volentieri al posto delle parentesi, mi sembrano più continuativi.
i due punti a inizio verso l’ho visto anche in altri poeti 🙂
grazie della visita.
davvero la chiusa è stupenda!
grazie, Lucia.
un abbraccio
“…e il sortilegio che ci cambia forma
è come un dio che fa l’orlo alle nuvole”.
splendida!
buona domenica Cristina
.marta
buona domenica a te, cara Marta
e grazie di ogni tuo graditissimo commento
cri
Reblogged this on daisuzoku.
grazie!
Molto bella davvero… 🙂