sul banco degli esclusi
nato nei corridoi kafkiani
tra insolvenze e delibere
uomo di carte e sigle ha la sua pena
lui non ha scelto d’essere inviato
da una camera a un’altra
né d’essere dimesso da malattie legali
al massimo potranno eliminare
ogni sua traccia
ma sempre dopo che l’imputazione
alla fine del tempo lo riveli innocente
dal delitto di lesa realtà
lui mai stato visibile
se non a tratti _e in fase transitoria_
essendo morto prima di morire
gli irrogano la vita sui barconi
senza condoni e senza dilazioni
scontabile ad oltranza a schiena china
se approda nei raccolti dei tiranni
tra le casse di broccoli e zucchine
fino a cancellazione d’ogni colpa
_o polpa_










