Eonica

 

 

Io non sono un’artista, piuttosto un’artistoide, parola che associo ad asteroide: nel suo sfiorare la terra senza raggiungerla, somiglia al mio rasentare l’arte senza appartenerle.
Ho dato vita a cose che non c’erano (unica e ineguagliabile realizzazione i figli), ho dipinto stranezze, espresso pensieri che ovviamente sono confluenza di pensieri già pensati, perdonate il bisticcio di parole, da tutte le menti che mi hanno preceduta su questo pianeta.
Quasi mi sento un fossile, un’impronta appena accennata, una testimonianza minima, che va scomparendo.
Miliardi di esseri umani sono esistiti e scomparsi senza lasciare traccia, eppure sono stati tutti portatori del mistero in cui tutto si realizza.
Come ogni essere e cosa esistente nell’universo, anche io sono la particella di un infinito advenire e divenire.
E dunque senza ciascuno di noi il Tutto non sarebbe tale, essendo mancante di quella frazione infinitesimale che ogni elemento, dal subatomico al macroscopico, apporta al suo consistere.
Ho fatto una capriola immaginaria, mentre scrivevo fin qui, un capovolgimento che mi ha catapultato fuori dalla stanza: ero un quanto rocambolesco, autoirriverente, nello spazio interstellare.
Come fare a prendermi sul serio?
Io non lo so. Ma gioco.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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