Per troppo tempo silenziosa
ora che s’è svegliata la mia voce
grido
ora che le finestre spalancate
della mia vita al termine
s’incolorano al sud
riempio di me le pagine di un sogno
chiamato rete
benedetto megafono
che fa tuonare finalmente il battito
miracolosamente ancora quieto
sono gli ascoltatori
a dichiararmi viva
e quest’amore ch’è solo presenza
che tracima talvolta
m’assicura di più alla solitudine
sono un pessimo giudice
esiterei nel dubbio
per me il gatto
sarebbe sempre una domanda: vivo o morto?
E se fossi sicura del mio esistere
cosa di cui non sono proprio certa
coltiverei sospetti su me stessa
perciò, alla fine esplodo di coriandoli
raccoglietemi ovunque
in ogni mio frammento
c’è qualcosa di voi










