
trascolorare nella trama, nulla di me
che sia cospicuo resta nello sgomento
io che non credo ai testi sacri avverto
ch’è nel sangue ogni comune diceria
di vita. Sono di sabbia, prosciugata
nelle zone limitrofe dell’io
intrattengo sul greto
una voce scolpita
nel silicio
passo
e mi sorpasso
in una storia tracimata
granello su granello la mia vita
costretta dentro tempi di clessidra
s’arresta di traverso in volo arreso
dalla bocca al diaframma. Potrebbe
nell’inversione frammentarsi, ricadere
se il vetro d’alambicco subisse qualche
incrinatura e mi spargessi intorno, e se
fossi in ogni granello, tutto di me l’ignoto, a dilagare











la simmetria sapiente e la possibilità di leggerla appunto capovolta (dal fondo a destra, su fino all’inizio a sinistra) la rendono una vera chicca per il mio imprinting di matematica..
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ho provato a leggerla come dici… funziona!
sei grande, margherita.
grazie
🙂
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