Sottomultipli ignari
di Cristina Bove
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Il mare era un foglio e tu la poesia, il cielo un velo che per quanto fragile non permette la vista, ma tu ancora la poesia; Il tempo una calotta immaginaria, che in realtà non esiste e diventa un punto seguito dallo zero, dove lo zero è quell’illusione cosciente di felicità umana sempre bramata e mai raggiunta, fino alla consapevolezza. Ciò che resta è l’amore: “…solamente il cuore ha un suo registro nell’emeroteca dell’immenso” dove tu sei sempre la poesia.
Mi dici poesia… e sono commossa di questo tuo pensiero.
Vorrei davvero che la nostra esistenza fosse fatta solo di consapevolezza e amore!
ma chissà, in un’altra dimensione forse è già tutto poesia.
grazie, cara Mimma.
un abbraccio