Sfilano nel pulviscolo di sole
facce di placida indolenza
_s’assomigliano tutte_
virgolettate, tratteggiate, finte
hanno imparato anche i poeti
a raccattare lemmi e sillabe
nelle tane di fogli
scrissero in molti e scrissero conigli
dame di picche e chicchere di sèvres
ma è tempo d’imbianchini questo che
tinteggia le sorprese
ce le spolvera addosso a fine inverno
come se fosse neve a sfiocchettarsi
inzuccherando pillole
d’amara consuetudine.
.












No, niente è superfluo, e quel che tale potrebbe apparire al momento, avrà una sua funzione in altro tempo impensato e impensabile.
E ogni cosa avrà (ha) una sua collocazione anche se non sappiamo il come né il perché.
Ciao, dalla mia trasferta pasquale…
Car
speriamo bene, Car,
qui a volte sembra tutto così difficile!
Buona trasferta pasquale.
ciao
cri
bravissima come al solito.
Buona Pasqua cara Cristina…anche se qua sembra Natale
buona Pasqua anche a te, cara Margaret
spero che la primavera non tardi troppo a venire.
E’ una di quelle creature che ti fa dire:: già finita??
Rotola via in un battibaleno tra parole di varie tinte, ma in fin dei conti amare forse come le tane?
grazie, Marzia.
non ti nascondo che a volte nelle tane dei fogli vorrei ritirarmi per sempre.
ciao
Bella davvero questa poesia, così fluente e ghignante. Il tuo “scrissero in molti è preoccupante, effettivamente scrissero in troppi. Nell’ammasso qualche perla preziosa sepolta sta, ma muore per consumazione da stupidità globale. Politicamente facciamo schifo, socialmente e moralmente siamo allo sfascio, il dio denaro impera e l’intelligenza ha cambiato galassia. Per forza che le facce sono tutte uguali poiché uguali sono i pensieri, per quanto non ugualmente espressi.
a ben riflettere, cara Mimma, tutte le facce vorrebbero essere “viste” e chiedono in tutti i modi un po’di attenzione. Però lo fanno in maniera sbagliata, perché invece di esprimere al meglio le capacità individuali e usare i propri talenti nei campi più disparati, si cimentano nelle arti e soprattutto in poesia, scopiazzando e rubando idee.
ma per fortuna c’è chi vale e il piacere di leggere e ammirare è assicurato.
La consuetudine ferma il tempo, colloca in una stasi apparente che fa della ripetitività uno scudo e al tempo stesso una condanna… le facce indolenti che si assomigliano tutte indistintamente avrebbero bisogno di una salvifica interruzione, che solo i poeti “veggenti” possono provocare…
(dati i tempi, più che un’interruzione ci vorrebbe una folgorazione!)
un bacio
anche tu mi hai fatto sorriddere: ci vorrebbe una folgorazione… eheheh…
ma sarà difficile.
ci sono di quelli che si sono confezionati un vestito addosso, fatto di religione, normative, effetti dati per scontato, e non si accorgono d’essere zavorrati da tali “verità” al punto di non riuscire a scorgere l’immensità dell’esistenza.
bacio
quando mostri i denti mi esalto
allora sorrido, anche…