Come gardenia

fiorebianco-by-cribo

 

Cinque petali d’avanzo
sul bavero dell’abito da notte
essenza rara (qui riporto un nome)
l’uomo scopriva il viso dito a dito

nello scandire dei pensieri
al centro
pareva fosse il gran segreto. Invece
morivano i minuti
senza una vera storia da narrare
o un rimasuglio di vaghezza. Niente
che fosse testimone di un vissuto
niente che trapanasse il muro della fronte.

Senti
diceva il giocoliere affranto
risposte non ne avrai se dai pensieri tronchi
si staccano parole come foglie:
autunno incombe.

S’era perduto il nesso
a volte il senno a volte
il senso ripiegato nell’armadio
sottochiave i riflessi rubati alle ametiste
il viola tace
ha spine e crepe longitudinali
un cappello di feltro sopra gli occhi
con mosse da gitano si sottrae
alla carezza minima. A rigore di logica
traspare
il niente ch’era l’ombra d’una mano.

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Nonfuga sincopata

Scappare dalla stalla
il mio cognome lo potrebbe
e a chiudere la porta
chi rimane

nell’accezione del mio nome invece
piccola crista a rimediare voli
dalle liane del soffitto
Jane delle pareti d’una stanza
nella foresta perpendicolare
metafore feroci
ma giusto si può fare
che solamente Cita sopravvive
tra le pareti pitturate a foglie
-adoro il Doganiere-
In fondo anch’io
dipingo il mio contorno a tinte forti.

Inciampo nei miei ritmi
i piedi mi s’incagliano nei piedi
i versi vanno soli, per i versi
che ritengono propri

un lampadario a dondolo
ed aspetto
nel giardino amazzonico pluviale
op…

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E poi…

Si sbraccia il segno
nel monastero dell’inchiostro.
Ance di bocche nude
un clarino d’acuto così acuto
che rimescola il sangue.

Mi brucia il suo pulsare
-sapete quando il dito
è nero pesto e cadrà l’unghia-
e se cadesse il viso?
La maschera di connotati certi
e sotto
il niente

e corro allora
dove raccolsi un bacio
rosso d’arancia e sole
e della salvia splendens
il dolce dei suoi calici
ci colorava il tenero degli anni

se solo avessi un gioco di pennino
magari disegnarlo con la china
abracadabra
a trasformare il gesto
nell’uomo che ravviava i miei capelli
già candidi anche allora

ma persi ogni sua traccia
mi girai
una piccola sfera di respiro
fu tutto ciò che vidi
un amore rappreso dentro un fiato.
Dentro fioccava inverno.

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Nonatmosfera

Quelle ore di mezza luce
sconfessate dalle tinte forti
ipnagogiche
al punto d’inserzione delle ciglia

ho preso freddo stanotte
è stato un refolo nel petto
segnava un tempo assente
già incolore
e mi tastavo il polso. Era in sospeso
un dire d’altri luoghi
ascoltavo rapita
avanzavano versi scollegati
li vidi alzarsi sopra la mia testa
come le bolle dei respiri in acqua

e tacque anche la strada
immersa in un continuum di smemoria
io che saziavo l’ansia del risveglio
con qualche sogno emerso
già in via di sparizione

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Di cove e di alcove

Avevo un uovo azzurro
al centro di una veste disarmata
se ne compiacque il cielo

lingue di sbieco
e capitelli posti sulla fronte
fregiavano il mio nome sulla terra
una colonna bionica
offrì riparo e storia

ora si vola
in cerca di becchime

a me frammenti ciano
disseminati a ricordare immenso
amore che fu nido dal rovescio
evado il mio contorno
altro di me non riconosco
almeno
non pare più importante

ho chiesto al sonno
di farmi compagnia fino al ritorno.

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Navigazione a tela.

Un’armonica a bocca di lucerne
nel solfeggiare sillabe d’imbarco
e cantilene
poi tracimare in fiotti
mente corsara
a saccheggiare lumi

lasciavo le mie calze sulla riva
per indossare sandali di carta
camminavo sull’onda
sorretta da uno sciame di cicale
ero sola a sospendere velieri
come trapunte al sole

un fumo che pareva l’orizzonte
era soltanto
un orlo di cimosa
e fiocchi e rande di cotone amaro
da piantagioni di dolori
farsi vascelli in mare

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il y a des inconnus

il y a des inconnus habillés de mots
qui viennent avec des bouquets de fleurs
la bouche pleine de violettes
mains de caresses
ils savent flatter le coeur
crochus
ils sont rapaces d’âme
ils feignent avec soi meme
d’avoir besoin de réconfort
pour le demander à qu’il souffre vraiment
ils ont poignards d’ombre
qu’ils coulent dans les faibles
et friandises à offrir
à qui il peut être utile
ils sont comme terres arides
en crue à la dispersion
ils s’approprient de l’eau
tant qu’il en meurt le fleuve

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Temporanea 2

silenzio fra le case
rimane il mondo a ridere di sé
come se a non pensare
rimanesse acquattata la ragione

e si rimane appesi
per le mani
a un mormorio di voce

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Piatto col diavolo

Aveva comprato biscotti e carta vetrata
i primi per i cani
l’altra per un grembo soffice.
Un commiato all’aceto
quattro dicerie da niente
un mestolo da parole in pentola
lei che sobbolle a fuoco lento
l’altra che ha il posto riservato
e il cuoco sta ai fornelli
con sguardo triste e morte nelle mani.
Giro lo sguardo
e vado

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Figurazioni

Viso appoggiato al vetro dell’estate
il mare inquieto affisso alla penombra
busso alla vita
incantamenti all’erta
cesello superfici a girocollo
infilo perle scaramazze al giorno
diranno ancora di perdute aurore
narreranno tempeste senza bussole
affronteranno oceani
tronchi spellati vivi i pali per le zattere
e si andrà
nel pallore grondante delle lune
forme indistinte ai remi
nella speranza che
non sia naufragio.

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OICSEVOR LI

 

pubblicata su Splinder il 7/07/2010
la riporto qui per non perderne i preziosi commenti

 

OICSEVOR LI

Mi allontano
dai battimani che non chiesi
dagli sguardi distratti e dalle voci
sguainate
che infilzano la vita
di saliva di sangue e d’altri umori,
e tutta infine merda
come fosse coraggio a dirle sconce
                   ne avrei tanto da vendere
                   se servisse a qualcosa.
Non ho bisogno di stupire il mondo
basta ch’io sola resti sbalordita
e una manciata di silenzi rari
m’accompagni all’uscita.

Non temo più le rime
se vengono do loro il giusto spazio
e nell’endecasillabo nascosto
sorrido come posso e come credo.
Non ho mai chiesto d’essere applaudita
perciò
mi sporgo dal proscenio
e_vado

postato da: cristinabove alle ore 06:03 | Permalink | 29 commenti
categoria: poesie

                               

                       
E_vado anch’io, Cri
HannaSchygulla 17/07/2010 08:21

 

splendida cristina, come fai a dire così bene quello che vorrei dire, e non ci riesco?
hulda 17/07/2010 09:12

 

Un Notturno del Genio polacco ( quest’anno ricorre il bicentenario dalla nascita)  è tutto un dire sul pentagramma dell’anima e tra anime..
Tra le sua mani e quelle di Pollini, che si può volere di più?
Ti rileggo cullata da note immortali, lasciami dire questa che appare una banalità, Cristinella, ma che tale non è.
E lasciamoci alle spalle altro che non ci riguarda e che ci può lacerare sebbene dobbiamo dire sulla scia del commediografo africano ”
Homo sum: humani nihil a me alienum puto”.
Mi sono messa a scoprire il “pedigree” di melodie che mi incantano in ogni ora della giornata.
Ti lascio volentieri quanto ho appena scoperto, inebriata da questa melodia eseguita mirabilmente..
I Notturni sono uno degli inni più eccelsi che l’uomo abbia elevato alla misteriosa notte.
“Che di notte è tutto più bello e più grande Chopin doveva saperlo bene. Come tutti, doveva persino averne un po’ paura. Ma, come tutti, alla fine si lasciò attrarre dal buio e, a poco a poco, entrò nell’oscurità, lui, il suo pianoforte, la sua musica e il resto”(Nicola Campogrande).  L’ingresso nella notte dell’uomo di Chopin era inevitabile, vista l’anima di questo musicista rimasto di fatto il cantore delle disperate e disperanti passioni borghesi.

Il genere dei Notturni venne  inventato da J. Field per dilettare le giovani fanciulle all’epoca dei primi turbamenti amorosi, furono composti da  Chopin durante un vastissimo arco temporale lungo vent’anni.
Dal che si ricava la ricca e variegata  singolare struttura melodica e armonica, sempre uguale  e sempre diversa, con composizioni costruite in forma ternaria ma in un modo talmente poetico e libero che la forma pare quasi scomparire. Pur  nella costante alta qualità dell’ispirazione, si notano le differenze tra i primi lavori e gli ultimi.
Nei primi la melodia, la cantabilità, l’affinità con la voce umana sono molto importanti.

marzia 17/07/2010 10:17

 

Bellissima Cri, bellissima!!!!!!!!!!!!!!!!
Butta fuori, butta fuori………
Baciotti
Cristiana

utente anonimo 17/07/2010 11:51

Adoro Chopin …. grazie.
Grazie anche per la rosa
Cristiana

Incisiva, non riesce a nascondere amarezza e  sconforto.
Ma chi scrisse  (e scrive) poesia è condannato a non recede dal suo demone, quel dio  con la cetra che lo sorresse.
Quindi aspetto, ancora, perché Poesia è ciò che conta, tutto il resto è umana disillusione.
Lo dico con tutta la mia stima e ammirazione per ogni Poeta che decide di scrivere versi così.
Elis
17/07/2010 12:13

Demonia
PannychisXI 17/07/2010 12:18

 

Per quel che hai scritto per me e con me, stamattina ho pianto di un silenzio raro che solo empatia condivide.
Un bacio
Il falconiere
falconier 17/07/2010 13:13

 

Ti lascio solo un muto, silenzioso grazie, chè anche se non vuoi “a me mi” stupisci sempre…
Graziella
francesca05 17/07/2010 14:13

 

Bella e “arrabbiata” pur nel dominio dei toni. Spesso il dolore, o chiamiamolo pure dispiacere nel tentativo, forse, di attenuarlo, arriva dalle persone che ti sono particolarmente care, magari dagli amici. Spero che a te non sia successo così.
Un carissimo saluto. Piera
accipicchia 17/07/2010 15:40

 

LA TUA GRANDEZZA
continua a sbalordire là dove il cuore si nutre in  acqua di sorgente pura.E, in questi tempi,credimo,Cristina questa è vita che salva.Brava brava brava.Dolce dolce dolce.TI VOGLIO BENE anche se te lo detto mille e una volta.Mirka

Bianca2007 17/07/2010 19:02

 

*grazie
grazie a tutti

@falco
in fin dei conti è solo un racconto a 4 mani  per 4 mani… Speriamo che piaccia a Remo.

@buona domenica a tutti cari amici
cri
cristinabove 18/07/2010 07:42

vera ed incisiva, cri.
la chiacchiera è una brutta bestia.
come è bello il silenzio!
kalekaiagathe 18/07/2010 14:06

 

Pare semplice e-vadere così, proprio come quei verdi del quadro che e-vadono nei blu e viceversa: prato-cielo-prato.
DomenicaLuise 18/07/2010 16:33

 

Che è un capolavoro…non posso fare a meno di dirtelo.
Bacetto
frantzisca
Francescafutura 18/07/2010 21:21

 

 

Be’,se evadi dagli evasi…un applauso sentito…
mikemcold 18/07/2010 22:34

 

Bello il dipinto, bella la poesia, bella tu. Cara, lascia perdere, sei abbastanza risentita, continua ad essere come sei, maestosa nel pensiero, in tutto il tuo esistere.
un grande abbraccio
annamaria
isabel49 19/07/2010 12:36

 

@un grazie infinito a tutti
buona serata
cri
cristinabove 19/07/2010 16:59

 

manco da un bel po’… ma mi sono riambientato anche se non con facilità…
come potrei con lo spessore tuo? Bella bella bella e non solo…
ciao
elia.
utente anonimo 19/07/2010 17:13

 

La sento vera e mi piace. Difficile dire il vero e dirlo bene in questo genere di senso.
Grazie anche della musica che ci fai trovare: uno dei notturni che preferisco.
Ti abbraccio, grazie.
clelia
selva1 19/07/2010 20:29

 

@elia
bentornato

@clelia
sono io che ti ringrazio infinitamente della tua presenza.
🙂 un grande abbraccio
cristinabove 19/07/2010 22:40

 

Versi che confermano la tua maturità artistica per il  contenuto assolutamente disinibito e perentorio di questa poesia. Brillante performance,
e brillante il commento di Marzia, per i riferimenti “assolutamente” professionali al bicentenario del mio amatissimo musicista polacco.
Cri e Marzia , vi abbraccio!
nunù
utente anonimo 20/07/2010 14:56

 

A volte un saluto dal proscenio è proprio ciò che ci vuole.
Bellissima!
Kaylene 20/07/2010 19:10

 

@nunù
bentornata!
grazie dele tue belle parole, un abbraccio grande.

@kaylene, grazie.
cristinabove 21/07/2010 06:40

Trovo molto appropriato il connubio testo-immagine… un fiume in piena che non si cura del suo flusso, che inarrestabile segue il suo  corso, in modo consapevole.
Complimenti anche per la magnifica forma grafica del testo che segue l’onda, il flutto del bellissimo dipinto (davvero piaciutissimo, sei incredibile, ma cosa non sai fare?)
Ciao!
DorisEmily 21/07/2010 10:45

 

@Doris
cara, magari saprò fare tante cose, ma una, essenziale, non l’ho imparata ancora: a non credere ai sogni….
eppure non spero di rinsavire, e quindi sono anche folle…
mi fa piacere che tu abbia notato il movimento e l’estetica. grazie.
ciao
cristinabove 21/07/2010 11:41

 

standing ovation !!!
(e non scherzo)
sterno 21/07/2010 19:21

 

Chagall ritrarrebbe la tua grandezza…e il suo rovescio.
confessiogoliae 21/07/2010 22:53
@stefano
non solo Chagall…
buona notte
cristinabove 22/07/2010 01:28

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Variante

aggancio - by criBo

Esageratamente vivi?
eccessivi nel prendere respiro?
Amare: risoluzione alta media bassa
scegliere media
alta fa male alle caviglie (anche ad altro)
bassa ci vuole il cric
allora media
così e così ma
sono concessi picchi quando occorre.

Rivalutare: il saggio
quotidiano
dosare il sale il bagno e ad una certa età
mi capirete
anche l’orientamento a (fate voi)
basta un niente
per essere più là che qua.

Non ci permetteremo interferenze
quelle no
sono al bando da sempre
ci difenderemo dalle talpe d’invidia
mediamente.
Anche i vestiti smessi saranno smessi solo
un po’
un bacio medio basso
una carezza senza il corpo
decisamente casta, quasi nulla
perfetta.

E questo è il mio viatico per oggi
avrete scale tutte a pianerottoli
io no
amo gradini ripidi
eccessi da morirci anche
ma il troppo
il troppo
il troppo
è il mio inquieto vivere

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ADESSO…POI

 

Poi smetteremo di parlare dei bambini di Gaza
ché ne muore un paese ogni giorno, di bambini.
Sotto coperte oscure.
Non sappiamo
se il vicino di casa va in vacanza
per esotici lidi, dove si paga a pezzi
l’infanzia incustodita
dove si compra a quarti anche il sorriso.

I bambini son merce, questa è la verità
quando nascono in piedi, già pronti per la lotta
quando gli si fratturano le gambe
e futuri novelli homini ridens
assicurano vie di carità
                   l’oste si impingua, l’albergatore tace.

E se adesso mettiamo di parlare
sarà quello ch’è sempre stato, al mondo
nessuno mai distruggerà le armi
e mai nessuno chiuderà  i battenti
di sinagoghe, chiese e di moschee
né promette: smetto gli incensi
              le mezzelune, i manti, i candelabri
              smetto le litanie, smetto gli addobbi
              e chiedo pace, e non avrò pietà per chi la toglie.
Non smetteranno di scrivere trattati
sull’Amore e la genesi degli angeli
o di inferni lontani e paradisi da comprare a rate.
Né di vergini offerte come premio.
Né vestiranno cenci, quelli stessi
che vestono gli offesi e i derelitti
Né scenderanno tra di loro
in questo mondo di Caino, in veste occulta.

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