a raccontarsi strategie
di lei briciola bianca
immobile perché non se ne scorga
un principio di resa e d’asfissia
non c’è rimedio al grigio
solo impreviste sfumature la
bellezza dei ruderi
apparenza che inarca sopracciglia
ha voglia di fuggire e di restare
una dentellatura d’ingranaggio
un maremoto ansioso che l’affonda
vorrebbe dire ed ascoltare altro
da quel fondale in ombra
e la disinvoltura
mai del tutto assuefatta all’emozione
__gravano cose adulte__
nella cornice liquefatta il viso
firmato con due sillabe sbiadite
.












Buongiorno, cara Cristina, c’è malinconia ma tanta bellezza in questa poesia. Arriva per tanti quel momento che tu pennelli con poetiche parole e arriva il desiderio d’evasione, ma se quell’ombra è anche frutto di queste meraviglie, forse ne vale la pena: l’arte poetica chiede raccoglimento.
Ti lascio un abbraccio
annamaria
Buongiorno, cara Annamaria, non so se ne vale la pena, è un momento che richiede raccoglimento, come dici tu, e io sto aspettando soltanto una verifica personale, prima di lasciare questa ombra.
un abbraccio a te
Eppure da quel “fondale in ombra” sale tanta poesia malgrado “l’ora buia che copre i mobili”.
vorrei uscirne.
fuori c’è spazio e cielo
mai del tutto assuefatta all’emozione
queo è eee immoli
grazie, Massimo
mi spieghi “queo è eee immoli”? 🙂
questo è essere immortali, perdona, si tratta di rincoglionimento da tastiera veloce
🙂
mi piace troppo, lo terrò come “massimo criptato”
😀
🙂
mi ha toccato fin dal primo verso, e sì, anch’io vorrei dire e ascoltare altro/da quel fondale in ombra/
ma come sempre succede è sempre difficile tornare indietro
infatti è difficile, anzi impossibile, tornare indietro.