In lingua originale

pronunciavo di me cose per dire
i getti del limone
l’ombra sul muro accanto alla grondaia
l’approssimarsi del vibrato blu
d’un calabrone
quando la sedia triste
mi suggerì la sconsolata simmetria del vuoto
di chi non s’era mai seduto.

Incline al soliloquio
partecipavo a cerimonie mute
d’arrivederci _gli addii troppo ciarlieri_
ridevo dentro come una bambina
bambina nata a sud di tutto il mondo

e fu così che incominciai a volare
e per esorcizzare le paure
mi diedi fuoco al cuore, ma
più incenerivo più dimenticavo
ora non so che cosa sia essenziale
tanto da poter essere tradotto
: è tutto così improprio ed inesatto
tutto così perfetto.

                  

                           

sarà pubblicata nella raccolta  “Una donna di marmo nell’aiuola”
Campanotto Edizioni

Avatar di Sconosciuto

About cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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10 Responses to In lingua originale

  1. Avatar di Anna Maria Curci Anna Maria Curci ha detto:

    qui mi fermo, sosto e riparto,
    ogni volta con un nastro
    un fardello un volo in più

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  2. bellissima e commovente, i nostri pensieri prendono… corpo e armonia.
    Grazie Cristina.

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  3. Avatar di carmen carmen ha detto:

    Sì, perfetta!!!
    car

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  4. Avatar di lallaerre lallaerre ha detto:

    Che piacere rileggerti, Cristina!

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  5. Avatar di fattorina1 fattorina1 ha detto:

    “è tutto così improprio ed inesatto
    tutto così perfetto.” Così termina la poesia di Cristina: un altro ossimoro, la percezione di un’altra ontraddizione.; sfido chiunque a non avere avuto simili percezioni. C’è sempre qualcosa di troppo insieme a qualcosa che manca e l’autocombustione non porta da nessuna parte, crea cenere.Tristissima e dolente poesia , metricamente perfetta.
    narda

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