
L’Arte attraversa la storia, l’amiamo e l’ammiriamo nelle sue molteplici espressioni, in tutte le forme che ci trasmettono le più pure emozioni. Mi chiedo però se, a fronte dei grandi geni dalla chiara e indiscussa fama, non vi siano stati anche talenti che non hanno lasciato traccia.
Volendo prescindere dai canoni classici, dalle competenze specifiche, come possiamo rapportarci a qualsivoglia forma artistica se non affidandoci all’intuizione, all’empatia?
Io credo cha la trasposizione del banale in subliminale sia comunque un tentativo di volo e, come tale, meritevole di incoraggiamento, di approvazione, di insegnamento già dai primissimi anni.
Forse in un mondo di poeti e compositori, di pittori e di astronomi non ci sarebbero corse agli armamenti nè multinazionali usuraie, forse si canterebbero gli amori, le stelle, gli arcobaleni e al posto delle armi si scambierebbero fiori e musiche e poesie…
Non essere consapevoli di questi valori permette l’orrore in cui siamo costretti a vivere. Si diventa addirittura complici del sistema che si condanna.
E le stelle, se stanno a guardare, piangono su di noi, su questa umanità che ha tradito se stessa e ha partorito mostri.
Tacitiamo le nostre coscienze pregando un dio padre onnipotente, che se lo fosse davvero sarebbe equamente buono e giusto con le sue creature, un Dio cui io non credo, ma che, se ci fosse, così come lo hanno evocato ed invocato gli uomini, dovrebbe rivolgersi a ciascuno per chiederci:
“E tu dov’eri, quando i tuoi simili venivano massacrati per il petrolio e per i diamanti? Quando venivano assassinati in nome mio? Quando i bambini venivano oltraggiati, dilaniati negli inferni dalle bombe confezionate dalle vostre mani? Quando le donne venivano trucidate a sassate perché anelanti alla stessa libertà di chi le lapidava? Quando assistevate dai vostri salotti agli annegamenti di chi tentava di raggiungere il vostro benessere. Quando pronunciavate la parola amore e intanto trapassavate il cuore di chi vi credeva… Non bussate mai più alla mia porta, se prima non avrete fatta vostra la voce di chi non ha voce, se prima non esigerete da me il miracolo che vi farà smettere di sterminarvi tra voi.
Ditemelo bene in faccia che non avrete più attenzione per le mie meravigliose creazioni, i monti e i mari e le mie esibizioni floreali, per i miei arcobaleni, per la stessa genialità che ho posto in voi, se prima non vi sarete assicurati che non sarà escluso più nessuno dalla festa… E forse vi ascolterò, compirò il miracolo di farvi capire che i mostri nascono da voi stessi, dalle vostre leggi inique, dal vostro egoismo, dalla vostra sete di possesso
Che le perversioni nascono dal vostro morboso modo di concepire il sesso e l’amore, che la vostra disperazione nasce dall’indifferenza dei privilegiati verso chi muore di stenti”.
Un Dio che parlasse così al cuore di ciascuno non avrebbe più bisogno di profeti, di vicari, di croci e di mezzelune…
Un Dio così è la nostra ultima speranza.























