in un buio che non avrei saputo scavalcare
in un pozzo senza sguardo
in un assedio di roccia circolare
il vero muro erano gli occhi
senza veli di palpebre
_l’umanità fuggita via_
Qualcosa torna alla memoria
però di stralcio infastidito
eraso da quel volo
il tonfo solo
restato a puntopagina di vita
e
forse non c’ero
non c’ero
ché diventavo il grumo
irraggiungibile
ovunque fossi ancora
vorrei potermi vivere leggera
salvata dagli amori sopraggiunti
privilegiata d’esserci
se solo mi sapessi tra i viventi
liscia di pioggia e fuori dalle mura
_inerme come sono_
E cerco mani
foglie gentili appigli
in un romanzo scritto a mia insaputa
mani che sappiano firmare
lievi
nome e cognome e la parola
FINE












eccola! amara eppure limpida e con un linguaggio che mi arriva dritto e comprensibile. lo prendo con me, così come prendo tutto il testo e quello che drammaticamente racconta, che mi somiglia molto. ciao, Cri.
ciao, Blumy,
capisco anch’io cosa vuoi dire, il destino di alcune donne è segnato da vicende che è impossibile dimenticare…
ti abbraccio forte
E’ una poesia che lascia senza fiato, è bellissima. Ogni parola è sprecata, sarebbe come rovinare una meraviglia.
Bravissima!
Un abbraccio affettuoso
annamaria
cara Annamaria, grazie.
un abbraccio affettuoso anche a te
grazie a tutti i “mi piace”
“…Ma ci sono luoghi e fianchi piccoli
rifugi scavati attorno
dove quel Vento non può entrare,
lì si nasconde il vento stellare…”
In apnea a leggerti, in debito d’ossigeno Ti stringo forte Sei Grande Cristina
no, no… respira, Amina!
un bacio
grazie
:)…
torno torno la mente gira
nel suo amore siderale
nel punto più vicino va così veloce
che si fa danza e canto la gravità
l’Anomalia Vera sull’orbita del tempo
quando ti inclini a sera
fino ad accecare di muscoli la notte
nel solstizio quotidiano
Altre
giacendo sullo stesso piano, piangiamo
sopra il Nostro mantello fluido, e il vento
solare ci asciuga
Ma ci sono luoghi e fianchi piccoli
rifugi scavati attorno
dove quel Vento non può entrare,
lì si nasconde il vento stellare
e quelle Navette che si muovono
come minuscoli Pastori
dall’uno all’ altro corpo, come satelliti
frammenti di pelle distrutti da un impatto
e qualche iperione tra le dita a fare rotta
tra le tempie e il cuore
Cristina
coru meu
grazie di essermi vicina
di farmi capire quanto si possa amare l’opera di qualcuno, a prescindere.
e per tante altre cose che…
“coru meu”
…e cerco mani foglie gentili appigli…
Straordinaria nella sua tristezza…complimenti sempre Cristina
buona giornata
.marta
grazie, Marta
ricambio il saluto 🙂
Brividi che percorrono il corpo mentre leggo e rileggo!
Fai bene a scriverne, a mettere fuori il dolore e guardarlo in faccia, così, per potergli dire: “”io ci sono e sono questa! sono poesia di vita!””
Sì, la tua Poesia sei tu, tu carissima amica per sempre!
E come non vedere e non sentire la profondità di questi versi che provengono direttamente da quel buio, da quel pozzo e che affiorano come resti di memoria indistruttibili, e si presentano all’improvviso proprio per non essere dimenticati.!
Il loro valore sta in questo nuovo sguardo poetico, certamente.
buon week end,
car
Car, a volte mi sento come se fossi fatta ad anelli, dal centro del pensiero a espandersi… è quasi una consapevolezza d’infinito.
il cambiamento è dato dalla percezione sempre diversa dei ricordi che affiorano, cui si aggiunge una nuova, insopprimibile voglia di libertà, dopo tanto silenzio…
grazie, carissma
buon week end anche a te
cri
è con tristezza che sfoglio nelle tue tragiche metafore, l’ortica di quello che non si dovrebbe mai sentire e che ogni giorno annebbia la vista
bellissima
buongiorno
ciao, ventis, ci sono dei momenti nella vita di qualcuno che non si possono dimenticare… mai.
grazie della tua presenza
buongiorno a te