*Abbiamo un modo così particolare
di scriverci la vita addosso
certificati d’esistenza in cui pezzi mancanti
più o meno visibili
ci sottraggono peso (dimagrimento garantito)
ci squalificano fino a dimostrare
che non siamo più stelle dipinte belle
ma
in quel pugno di niente
e ci si trova un giorno in disavanzi
cambiate fuori e frammentate dentro
*in quel vuoto che ci faceva donne sconsolate
_ si vive per i figli e per mille altre ragioni_
cicatrici ipertrofiche a ricordo
il corpo in astinenza d’emozioni
la giovinezza estinta prima che fosse tempo
io scrivo donna
senza cancellature o pentimenti
in lingua femmina
(di maschi è stato scritto per i secoli)
e mi dichiaro fiera
per quanto mi si dica circoscritta
di tanta mia esistenza al femminile
*e sul finire parlo anche in dialetto
recupero i miei geni primordiali
sono che siamo tutte _amate o meno_
rivendico il diritto
a proclamare un cuore poliglotta, uno straniero
che per farsi capire anche dagli uomini
figli fratelli padri amici amanti
dialoga e gesticola più forte












<3
L’ha ribloggato su lementelettriche.
<3
Una donna e la sua esistenza, che poi sarebbe di tante. Si nasce, si cresce, e ci si dona al marito, figli e intanto il tempo passa e con esso la gioventù, ma resta l’immutabile interiorità che migliora e porta a una bellezza affrescata di saggezza. La donna spesso umiliata possiede la forza interiore della maternità ed è quest’ultima che prevale sempre.
Bellissima poesia, è sempre un immenso piacere leggerti.
Buona domenica.
con affetto
annamaria
grazie della tua lettura, Annamaria, ci sta anche questo.
è la donna, che deve essere fiera di esserlo,senza altri attributi o compiti, è l’essenza femminile che deve essere rivendicata.
siamo l’altra metà del cielo, quella che accoglie la vita in ogni suo aspetto.
buona domenica anche a te, affettuosamente
cri
“io scrivo donna
senza cancellature o pentimenti
in lingua femmina”
Sì, Cri! Sì, grande Cri!
Donna vera in tutti i sensi tu comprendi perfettamente noi donne.
Ci proteggi con il tuo affetto.
Applaudo.
Ti abbraccio.
E la musica è dolce, tenera. Consola.
Splendida l’immagine!
<3
gb
quando noi donne ci svegliamo, diventiamo guerriere, fiere di essere noi stesse, e pronte a spenderci per la libertà.
grazie, cara,
ti ricambio l’abbraccio e ti auguro un buon w.e.
<3
Bellissima incisiva, piena della Verità che spesso si cerca in posti sbagliati e per questo non si trova. Grande Cristina! L’argomento è di quelli che mi fa soffrire più di ogni altra cosa, ma non soltanto in riferimento alle donne, ma in generale, in riferimento a tutte le persone che vengono umiliate, offese, mal trattate, come tanti bambini, per esempio! Ma mi sto sempre più convincendo che in ogni persona che sottomette o fa violenza, anche solo (sic!) psicologica, c’è una malattia, un disturbo psichico forte. Ne bbiamo prove tutti i giorni, purtroppo!
Ciao, Cristina. E grazie!
Carmen
io credo che il disturbo di cui parli esista e sia conseguenza di un errato rapporto di genere.
la società che permette disuguaglianze di diritto, che tiene volutamente nell’ignoranza i meno abbienti (il popolo-gregge che foraggia i capitalisti-caimani), in ogni parte del mondo, determina anche la mortificazione delle donne, le strumentalizza tenendole nel limbo delle superstizioni e dei costumi che sono volti tutti a compiacere gli uomini.
e così si perpetuano le anomalie da sudditanza, fisiche e psichiche, le aberrazioni che conducono i maschi adulti, e anche alcune donne, a sottomettere i deboli, bambini,donne, ecc.
grazie di aver commentato, Car.
un abbraccio
“liberando noi stesse, offriamo la rosa per intero, e loro impareranno a coltivare giardini, anziché terreni di caccia.”
da incidere nella pietra. grazie per esserci e perfettamente interpretarci, sorella Cris. con affetto,
annamaria
grazie a te, carissima Annamaria, perché ci sei e perché sai anche tu che solo tenendoci per mano possiamo resistere e provare a cambiarlo, questo mondo fallocratico che, in maniera esplicita o subdola, ci ha sempre tiranneggiato.
sorelle, sì, perché figlie di un comune destino.
con altrettanto affetto
cri
peccato che tu non possa sentire lo scroscio potente e assordante dei miei applausi! Un grande abbraccio,carissima Cristina
grazie mille, carissima Lucetta!
il tuo applauso me lo prendo tutto, e ti abbraccio forte
Antica. Autentica. Primordiale. Donna.
grazie, margraces, della visita e del commento 🙂
Credo di capirti anche senza traduzioni in lingua maschile.
Sarà che Jung mi ha convinto che ognuno di noi è dotato di un animus (s.m.) e di un’anima (s.f.).
lo credo anch’io, caro Aitan, che siamo portatori di animus e di anima.
e gioisco quando uomini consapevoli come te, sanno leggere il cuore umano a prescindere dal genere.
grazie
Poesia bellissima, generosa , femminile e femminista: le donne fanno anche figli maschi e li educano alle tenerezze , li amano troppo probabilmente e loro perdono le piume d’uccello per indossare rostri. Cristina qui gioca allo scoperto, poca filosofia e molta vita, molta verità. Ossequi.
Narda
grazie, Narda!
credo che mi sia precipitata addosso la volontà di esplicitare, di dire quanto più possibile con chiarezza, senza rinunciare a quel mondo poetico cui si appartiene per necessità di trascendenza, perché quanto più riusciamo a librarci, tanto più vediamo.
vedere è prepararsi per il cambiamento.
Da donna scritta su donne… bellissima da apprezzare, facile da capire, più complicata perchè così donna… da sentire
certo, non si può conoscere, da uomini, ciò che sente una donna, ma lo si può immaginare, accogliere, per cominciare a camminare affiancati, in armonia con le cose della terra e del cielo.
..e li facciamo noi, noi donne, anche i maschi, gli uomini… il fatto è che cammin facendo si cancellano, credo, di dosso, tutto quanto abbiamo loro dato a iosa e trattengono solo …osa e osano di tutto, anche contro di noi, e a volte ricordano …rosa perché lo hanno dentro un semino di rosa che noi siamo per intero e ne diffondiamo il profumo e serbiamo per noi le spine. f
infatti, Ferni, li facciamo noi, santi e criminali.
e non tutte sappiamo offrire quel semino di rosa, non tutte abbiamo avuto la fortuna di spaziare con la mente e accorgerci che il laccio che ci stringe, soffoca anche loro.
liberando noi stesse, offriamo la rosa per intero, e loro impareranno a coltivare giardini, anziché terreni di caccia.