
Timbrare il suolo a misura di piedi
correre dai talloni alle meningi
impronte a perdifiato
Achille e tartaruga al tempo stesso
_ utopico il sorpasso_ (dove siamo?
e dove sarà quel punto esatto?)
È come andare stando fermi al centro
precipitare senza mai atterrare
e senza mai raggiungersi alle spalle
risorgere da voli _pindarici o terricoli_
diventare orizzonti
o scomparire











<3
<3
Il paradosso di Achille e la tartaruga nei tuoi versi assume le sembianze di una deità bifronte; l’uomo, misero nella sua ricerca d’infinito, non troverà pace e la stazione definitiva è quella orizzontale.
E’ un bel parlare colto della morte.
Narda
Zenonianamente ricordando…
ma che bello ‘sto riscontro di menti.
io so che tu sai che io so che…
grazie, cara Narda <3