
sulla montagna
l’ufficio chiude a mezzodì
mancano pesci e pane
moltiplicarli è impresa da titani
_ a timbrare la fame
non ci sono profeti agli sportelli _
le direttive sono impopolari:
la morte è irrilevante
se la benedizione del pastore
fa scomparire storia e documenti
il sommo Pluvio accorda mandolini
sostituisce alle saette i fiori
per tutti noi assassini
per noi che imperturbabili
amiamo gli animali, coltiviamo giardini
e siamo indifferenti ad ogni morte
_un’ecatombe intorno_
e noi si sta
come se fosse appena disdicevole
il macello d’infanti e derelitti
: magari qualche lacrima al lavello
una piccola pena transitoria
e si continua ad incerare mobili
si torna alle scartoffie degli uffici
ci muore un figlio al mondo ogni minuto
e ci adiriamo per mancate ferie
chi siamo
noi
che ci lasciamo vivere nel mentre?…











L’ha ribloggato su lementelettriche.
felice che ti sia piaciuta, Paola, e grazie di averla ribloggata
<3
“chi siamo
noi
che ci lasciamo vivere nel mentre?…”
Urlo potente che purtroppo non è ascoltato.
I tuoi bei versi molto profondi… con questo Mozart <3
Oh, il tuo dipinto anche è notevole.
Cri cara, se riuscissimo a sentire davvero in che mondo viviamo…
Una carezza dolce per te
gb
ci è difficile sentire e allora non ci resta che ascoltare… e musica sia!
ti abbraccio, cara <3
Ho detto a voce ora nel silenzio della notte questa poesia e…
Vorrei avere un blog per poterla ribloggare. <3
Grazie, Cri cara (piccola-grande)
gb
cara gb, so che lo avresti fatto, e ti ringrazio della tua appassionata lettura dele mie cose.
Molto Bella, troppo vera..e NON inutile.
grazie, Bianca.
l’urlo di crist! e non mi riferisco solo al dipinto
elia
tanto nessuno sente!…