
si troverà dispersa in mille voci
spiluccata da penne e da tastiere
di lei resterà un graspo solitario
anonimo
un fantasma di vino
che non avrà disposte su scaffali
bottiglie etichettate
_d’altri nomi battezzano in cantina_
e di piedi son fatti anche i poemi
non solamente le schiacciate d’uva
partita come terra inaridita
_diranno forse pochi intenditori_
era una vigna coltivata a_more
un fiume percorribile
da bere











mio padre per tutta la vita ricordò il sapore di un vino che aveva bevuto una volta sola. quando parlava di esso e della persona che glielo aveva offerto gli si illuminavano gli occhi.
come dovrei ricordare io del tuo vino di a_more?
caro Fausto, spero che tu possa ricordare ciò che si è sedimentato nella tua mente e nel tuo cuore.
Che brìo! ;-))
non è brio, Carla, è solo un tentativo di distacco…
Riesci a trasformare Il lezzo che pervade questa fin du temp in ambrosia che sarà pur visionaria, ma dà brio alle gambe, luccicore agli occhi,… è quasi gradevole sapere che si va verso la fine del tempo.
Narda
non so, Narda, a volte penso che sparire sia preferibile a vedere le brutture di ogni genere… oppure bisogna imparare a vedersi sottrarre ciò che ci sta a cuore.
Cara Cris, sai che Tristesse è il brano di Chopin che preferisco e che ho ascoltato per una vita, quando avevo voglia di piangere, ben si addice ai tuoi magnifici versi, ma oggi non l’ascolterò.
lo so, Fran, ma corrisponde molto al mio stato d’anima…
L’ha ribloggato su lementelettriche.
grazie, carissima!
Non si estingue un fiume percorribile: resta!
fino al mare…
ti abbraccio
d’altri nomi battezzano in cantina_ Cara mia impareggiabile Cris, si battezza chi non avrà ragion d’essere dopo la dipartita, i grandi rimarranno anche se sconosciuti ai più, nettare per soli intenditori. Prodotto di nicchia. Bacio
tu capisci sempre oltre il visibile, mia carissima Fran!
perché conosci la fonte e l’uva, il vignaiuolo e chi vendemmia… 😉
baci
Bellissimi versi settembrini, ma qui si vuole che quel momento arrivi tardi, il più tardi possibile.
il delibar… m’è dolce in questo mare…