Dal settimo all’ottavo
che la più parte degli umani muore
con le proprie vicende belle e brutte
sé stessi dentro il corpo che s’appanna
_fargli l’inchino per la persistenza_
e tra imperfetti
gerundi participi e congiuntivi
nei trapassati prossimi e remoti
condizionati dagli indicativi e
di tanti verbi
saperne coniugare solamente
l’infinito presente e qualche se
magari vi va di leggere anche questa, a me ha chiarito dubbi e confermato alcune certezze:
https://cristinabove.com/2011/08/22/poemucolo-compendioso/












l’infinito presente e qualche se… in poche parole a delineare il destino di un’umanità senza lumi
perché molto spesso crediamo che piccoli lampioni siano lumi…
eppure è bella così come la vita che trapassa dall’infinito presente al dubbio onnipresente.
che bello, Narda!
“la vita che trapassa dall’infinito presente al dubbio onnipresente”
molti “se” in questo infinito troppo veloce presente …
Buona giornata Cristina 🙂
Vero, Marta, troppi se…
buon pomeriggio 🙂
L’ha ribloggato su lementelettrichee ha commentato:
Commovente…
grazie, Paola <3
nel presente ci stiamo sempre troppo poco, in effetti
ciao Cristina
🙂
e a volte ci sentiamo stanchi… infinitamente stanchi
ciao, Massimo 🙂