
e si capiva
come se fosse d’acqua
un ruscellare in vuoti da riempire
e i fossili tornavano animati
a dire del nontempo e delle stelle
il prima e il dopo
il noi delle infinite vite
fu pronunciata un’alba nel remoto
e nel presente luccicò una frase
scorrendo in quell’invaso senza fondo
ci travolse
e mentre cercavamo di svelarla
ciascuno seppe d’essere scintilla
d’un puzzle senza inizio e senza fine










