
Ci si vedeva quando il dio dei fiori
faceva primavera sui balconi
nel dare nome a nuvole e coriandoli
quelli di noi sospesi sulle soglie
di stipiti e balconi
_cose di tutti i giorni le cadute_
predissero amnesie
tra recinzioni e strade vuote
quasi di cera corpi di bambini
negli abiti da vecchi
saltarono sui fili del bucato
_li battezzò la dea dei parapetti_
e nel futuro già presente allora
furono sulla giostra a cavalcare
la persistenza dell’amore
il gioco che dà vita ad altre vite
sull’asfalto rimangono i vestiti
e ci si vede nella notte chiara
ad aspettare il sole
nessuna morte a fare da barriera










