Tacita belligeranza

Le piume sono diventate piombo
il mare un affiorare di detriti
eppure solo ieri c’erano squilli d’acqua
le feste son finite
i fili conduttori della vita
stanno cedendo alla follia. Si sono visti
facinorosi a spingere colonne
“muoia Sansone e tutti i filistei”
forse un gigante in agonia
vuole altri morti a fargli compagnia

mai dire pace
_si sa ch’è una parola senza senso
se pronunciata tra le bombe_
diciamo che dei fiati in sospensione
non ci si fanno case né ricoveri
ed i versi, per quanto ci si sforzi
hanno sillabe monche insovversive
non scagliano che tiepidi reclami
ciclamini di burro agli uccellini
_filande di merletti ini ini_

Bisognerebbe fare una poesia tosta
di virgole e parentesi scagliate
quasi fossero fulmini
e rimandare a capo i carri armati
i razzi le mitraglie i gas nervini
scansando melopee, chiari di luna
tramonti e tutte le carinerie
_mandare a… Dio, se lo credessi, ma
da quella vacuità non c’è riscontro_
i figli morti sono silenziosi
lo strepito dei vivi accusa invano
le preghiere hanno un senso di stantio
scriviamo nella polvere

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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