Avvistamenti

Anna Maria Curci  sul Giardino dei poeti

le segnalazioni di Renzo

 

 

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γ Cassiopeiae

 

L’appuntamento è là
sull’astro blu di pertinenza
spettri d’una variabile infinita
ti aspetterò con la pazienza degli umani
appresa sul pianeta del dolore
nell’aula magna dell’impermanenza

 e mentre qui ti ascolto e tutto in me
s’allinea al tuo richiamo
il tempo stringe
e non posso abbracciarti in queste strade
dove solo una voce ti appartiene

 prendi l’appunto
e brilla
brilla quanto più puoi
quando sarà il momento
ti riconoscerò di quella luminanza
che dire t’amo è nulla
quando mi accosterò binaria bianca
alla tua luce azzurra.

.

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Sono su

La Poesia e lo Spirito

ospite di Fabrizio Centofanti

e di Mauro Antonio Miglieruolo

per il giovedì chez soi …

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ospite

di Nebbia e risaie (Stefano Re)

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i miei

versi

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Francesco Marotta

nel Giardino dei poeti

 

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Leggendo Saramago

 


Dentro di noi c’è una
cosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo (“Cecità”)

È nel rovescio
obbligato______itinerante verso
finalità scompositiva
nell’ annunciare d’essere poeti
io no
che me ne brucio cassapanche
d’abiti smessi e rime in litanie
senza costrutto

un viaggio da pagare al conducente
chi tiene i fili
una
che sonagliere roche pretendono l’assolo
un cinico bon ton
e un calcio ben diretto all’indifferenziato

illecita bontà
s’impara presto
invenzione di franchi adulatori
nella fallace convinzione che
non se ne accorga chi

le mille me
s’assiepano sul pozzo del conflitto
le farà fuori tutte
una

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il giovedì da Mauro Antonio Miglieruolo

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Scorciatoia per aprile

 

Al posto della neve
fiordiciliegio gemme
tradite dal rossore
aria che gira intorno

età di precipizi e di solstizi
essere al dunque

portami al petto                 un battito
che insinui la certezza del momento
io viva
nel surrogato di una primavera
apposta quale patto di alleanza
come un post-it
sul vetro della fuga

e scritta sulle mani
azzurrità d’amore, nelle vene
la vita trattenuta dall’inverno

.

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Segnali di

Da Renzo Montagnoli   Libri e Autori

 segnalazioni odierne

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Da Mauro Antonio Miglieruolo Il giovedì di Cristina  e tanti altri articoli imperdibili.

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D’ufficio

 

Sembra il catalogo d’un vecchio
classificatore a mantice
voci di dare e avere    le macerie
d’un soporificio aziendale
tacciono le sirene    i fumi vanno
a figurare oltre le ciminiere
pareidolie cangianti

intanto che dimentico     le porte
i passaggi nei muri
le feritoie di maggio

il maglio batte sulla soglia
tartassa il travertino
in ginocchio il restante di vocali
taciute sottobanco
ai compratori di parole

è una vittoria d’apatia   variabile
sulle risorse ormai agli sgoccioli
e chi volesse fingere
dovrebbe avere almeno uno schedario
stabile.

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Punte d’acciaio

by Cristina Bove

 

prende nel centro delle costole

sferra l’attacco un’alleanza con

piume d’oca selvatica                il volo

è salto di squilibri tattici

gocciolare di sole e la colomba grigia

picchiettare la neve

 

una che pensa d’essere una

che intanto guarda una

che si distoglie una

che madre una

che gesto una

che nero

 

presidiate da qualche forma astratta

proiettate nei pixel

mutuate da files

vasistas a ghigliottina

lingue saette

 

ora che si è strappata

 

una di me che si diluvia dentro

altre che non la sanno confortare.

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Insondabile umano (e perciò senza spiegazione)

La penna blu sberleffa in aula magna

sdoppio di velamento

in lampade votive il suo sconforto

sotto un riso di braci

la duplice costanza d’incensiere

lingue di flemma antica e antico il corso

di sentimenti arresi

mentre soffiava il mantice s’udiva

scorrimento di lingua sulla curva

salata, il  mare in seno

la trasformava in pelle di batrace

in contrapposizione al bianco liscio

da raggrinzire sotto il tacco

amara l’acqua amara l’acqua

una cesta di mele avvelenate

e una moria di pesci arcobaleno

strizzati a mano sulla terra d’ombra.

.

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Per chi…

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 le segnalazioni di Renzo Montagnoli

 


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Non le diottrie

negli occhi la paura
dei pensieri in disordine
viso che ci si legge il giovane      li vedo
i  suoi sorrisi bianchi
sulla spiaggia di giorni promettenti
i figli in braccio      adesso
che non riesce a mettersi i calzini
quel ragazzo esiliato da se stesso
in questa zona dove manca  il noi

dal portico alle stanze
le conclamate incoerenze
distanziano      le onde
sonore. In territorio ignoto
e non posso raggiungerlo
sono la sua testimonianza       viva
dei suoi tempi inesperti

fotografie incastrate per momenti         fissi
che fosse mare o
vetta    non c’è silenzio sufficiente
a simulare il prossimo      silenzio
che ci dividerà.  Che non sarà possibile
evitare.  Saremo come un paio d’occhiali
rotti nel mezzo

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segnalo

qui il capitolo Quattro

.

da M.A. Miglieruolo la mia del giovedì

.

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Orme infestanti

 

Se
fossimo ancora vivi
galleggianti nei mari di frantumi
stralci d’altro convivere
macule di memoria gattopardo
arrese al bianco zinco
vertebra
del sistema periodico
 
se
tinnisse il cateto
d’ogni cuore triangolo
alla cadenza del martello
saremmo note sparpagliate
rotte
piccole croste sulla pelle
d’un pianeta giaciglio
fino a completa sparizione

.

.

Sul Giardino  c’è  Stefano Guglielmin (blanc de ta nuque)

.e qui c’è il TRE

.

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continua…

cari amici, lettori, visitatori, passanti,

confortata dai consensi andrò a continuare quello che spudoratamente chiamerò “romanzo” da offrire senza mediatori, oggi che molta parte della divulgazione letteraria avviene attraverso la rete internettiana.

Mi avvalgo della modalità a puntate, magari ogni giorno uno stralcio, ma l’intento è quello di avere un impegno che mi distolga dalla quotidianità non sempre facile, e nello stesso tempo farvi partecipi di un vissuto, non strettamente autobiografico, ma con uno sguardo al circostante…

Vi confesserò una cosa: mentre rileggevo alcuni capitoli mi sono detta, cavolo, Cristina,  ma ti rendi conto che si tratta di un’epoca?

Beh, sono sbigottita, esterrefatta, basita… mi sento bicentenaria, e senza ausilio robotico… o forse sì.

.

qui la seconda parte

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la poesia

Steatite

I corpi essendo opachi

rei confessi

d’essersi condannati alle misure

tratteggiati di spalle

-divisi da divise-

 nelle trincee d’imbastiture

imbracciano parole

.

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Chissà…

è un tentativo che non so dove porterà  e, se, porterà.

QUI  troverete un incipit, se vi andasse di leggerlo, vi chiederei di scrivere se vi incuriosisce o… la vostra opinione, comunque.

In seguito potrei esporvi un progetto che da qualche tempo mi frulla per la testa.

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La poesia del giorno è QUI

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masquerade

fessure d’occhi
lacrime di pierrot biacca di luna

coriandoli di grandine

sotto i ponti si passa a miglior vita

nulla si sa di musica da camera

o di saloni d’ambra degli zar

troppe le cose

che non sapranno mai

tra panchine e cartoni

godot giunse di notte

non lo aspettava più nessuno

 

un carnevale gelido

 tra campanili e fori

alla periferia di corpi arresi

incandida la piazza

 

c’è una fiumana d’angeli ubriaconi

in tenuta da sballo

 che tentano d’uccidere la noia

del monotono impiego

 

ma giustamente consigliati a

cambiare lavoro

organizzano gite intorno al palo

per festeggiare il tempo libero

 

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Limite o soglia

 

Inciamparsi nei

piedi

fare un

micro verso

un

termine di quelli

che

tinti di rosa pallido

dovrebbero

tirarti per il bordo

farti un giro

d’intorno

finché

non ti decidi

ad aprire

un

battente solo

per

sporgerti

nel bianco

 

 

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