Leggendo “Andenken”

“La fiumana sfocia. Ma toglie e dà
Memoria il mare,
E l’amore anche affissa assidui occhi.
Ma ciò che resta fondano i poeti” (Friedrich Hölderlin)

_
Da una riva d’alghe cresciute a grappoli
piedi nell’acqua il tonfo, immagini cadute
di tela e tarme, vele da farne spazi a rete
Il doppio si commuove di se stesso
piange ricordi e gesti indefiniti
ricalca passi in buche colme dove
affonda nella rena il piede e il verso.

Fondare una colonia di narcisi
nel giardino a strapiombo
e farsi amico il mare e la tempesta
dirsi di tutto senza frasi opache

il tempo stringe
che non ci si rassegni a poco sogno.
In effetti si scivola di lato
nessuno che sorregge
solo un tossire fino a lacrimare
per non morire in una volta sola

dei nomi pronunciati per non perdersi in gorghi
ripetere al guardiano della vita:
sono infinite volte
sono il dolore che mi stinge gli occhi
sono la vita che si fa rovente
sono l’addio dei giorni

e son l’amore
malgrado l’incurvarsi delle spine
e il farsi adunco il mare.
___________________

provo a leggerla QUI

Pubblicato in riproposte | 37 commenti

Da “Le Braci”

  • di Sándor Márai, (scritto nel 1942):

    “Non ho potere né armi da contrapporre alla nostra epoca e al mondo se non quelli della scrittura. Si tagliano a pezzi i paesi per poi ricucirli in maniera diversa, si violano gli accordi, si riducono in schiavitù intere generazioni per edificare le piramidi delle nuove chimere, si fanno saltare i ponti che congiungevano gli animi… Perché resisto nonostante tutto? Cosa mi infonde coraggio, in che confido? L’unica cosa che mi dà forza è la fede nell’esistenza invulnerabile ed eterna di uno Spirito freddo, limpido, autentico, inflessibile, che non si può negare impunemente, non si lascia contraffare e sopravviverà dimostrandosi più forte di tutto il resto.”

  • Pubblicato in riflessioni | 17 commenti

    Questo è

    mia foto

    sul margine d’inverno
    alle pendici del ritorno
    investe il suo contrarsi nelle brine
    l’ultimo rosso d’acero
    d’un soffio
    ho voce screpolata se mi fermo
    _________brucio di fiori in gola

    nei titoli di coda
    passano le ricette del dottore
    dice che mai si muore di nottate
    solo giornate intere
    minano gravemente la salute.
    è così che trascorro nei fossati
    i muschi sensi
    la dignità di stare
    semplicemente _________ foglia

    Pubblicato in poesie | 26 commenti

    Kairos, afferrare l’attimo… Soprattutto quando Kronos volge al suo finire.

    via dai  giardini dell'eden  wp - by CriBo

    Quando scriviamo di sentimenti ed emozioni siamo parte di una fila interminabile di esseri umani, ciascuno alla ricerca di una figura amorevole corrispondente.

    Forse bisogna morire per compiere la ri-composizione del sé, morire alla speranza che l’altro/a possa completarci.

    La mancata risposta all’amore diventa sofferenza quando i giorni volgono al termine e non bastano più a sperare.

    È doloroso non riuscire a comunicare l’immutata intensità del sentire.
    L’irrompere dei versi nella mente, l’ideazione di una storia, sembrano rendere meno lancinanti le ferite materiali, i lutti subiti, i continui abbandoni.

    Se avessimo la capacità di osservare le capriole della nostra mente con distacco, forse potremmo vivere le pulsioni del corpo con divertita accondiscendenza, lieti di ogni attimo vissuto.

    Purtroppo la manifestazione del pensiero, a partire da sensazioni primarie, ha subìto processi di accomodamento, è stata asservita ai dettami di filosofie e religioni e a tutti i condizionamenti che attraverso i secoli ne hanno strutturato l’attuale espressione.

    Una mente completamente libera è una mente che riesce a ironizzare sulle proprie certezze, e a proiettarsi con coraggio oltre i confini del dato.

    Il dilemma non è più essere o non essere; ma essere naturali o artefatti.

     

    Pubblicato in riflessioni | Contrassegnato | 37 commenti

    Cose di cui spiumarsi

    mia elaborazione (foto + dipinto)

    mi scrive addosso
    con la penna d’ora
    arrangiamenti a sinfonie d’antico
    note sui fili come uccelli neri
    in musica per canne di palude
    io folaga ri_volo
    per quanto non si sa
    che di rimandi a tempi sconosciuti
    ______________ un rettifilo tiene
    a vantaggio di ali e sembra che
    gracidare di rane
    iscriva cerchi in acqua e negli invasi
    di muratura e fosse

    sul tetto della vita plano
    per leggere le incise mie battaglie
    e poi con la dovuta impertinenza
    lasciare che si plachino i rintocchi
    ______________ qui si respira ancora
    e tanto cielo insiste nei polmoni
    che sembra essere fatti d’insostanza

    Pubblicato in poesie | 18 commenti

    ero nel mio silenzio abituale

     

    dopo aver conquistato lustri
    in libertà di sangue e cartellini
    cifre da disavanzi
    avanzi da
    ricucinare in maniera proponibile
    ho risparmiato inesorabilmente
    il fiato di accensioni
    ho dato fondo agli anni cherubini
    altre che andavano in carrozza, io no,
    sempre appiedata.

    e all’improvviso scalpita una voce
    reclama l’attenzione
    – noi che vestiamo nuvole d’inverno
    e raggiere di sole nei capelli
    dice
    noi delle fisarmoniche francesi
    noi?…
    __sì proprio noi__
    mi guardo intorno e vedo
    l’ala della finestra a nord tremare un attimo
    il lembo di una vita trattenuta
    tendaggio approssimato
    e dimmi, dimmi allora

    si tratta dei conteggi usucapione
    se l’hai dimenticato
    siamo giunti agli sgoccioli, devi recuperare
    ogni strappo ogni lingua ogni registrazione
    ((((sonora))))
    e
    non ti sembri strano, anche gli slip-triangoli
    in quiescenza. Ma c’era poca cera
    non feci in tempo a dare forma al cuore
    che già vennero a prendermi le foglie
    in veste di guerrieri
    un autunno di neve precoce

    __non hai occhi di verde, tu non hai
    che gli occhi__ Infatti, chi se ne accorse mai?
    restituisco tutto
    ecco
    riprendetevi il fondaco, il giardino
    le masserizie e i davanzali a rose
    loro fresche da dio
    io che avvizzisco nottetempo e il giorno
    mi spia dalle finestre
    assassinandomi alle spalle
    lentamente lentamente lentamente

    ma poi chi siete voi?
    sempre nei boulevards di foglie morte
    a cantare d’incensi e di coriandoli, bautte
    scontornate di visi_________ solo quelle
    a me lontane come le piramidi
    passavate nei vicoli festanti, voi che di voci
    adesso sorprendete il mio silenzio
    e vi pare che basti una promessa ancora
    a farmi fessa. E no, basta con permute e riscatti
    ho cicatrici fuori e dentro il corpo
    e se non vi bastasse
    ho fabbricato in anni taciturni la bandiera
    del mio nulla a pretendere
    bianca.

    (a una carissima amica, dopo un lungo dialogo

    la risposta di Lucia Tosi:
    https://lunediscrittori.wordpress.com/2011/10/30/pensierino-della-domenica-41/

    Pubblicato in poesie | 14 commenti

    Sul margine

    Come se fossi all’angolo
    d’un campo audiovisivo
    versione campionaria virtuale
    ammiro merce ____ non ne acquisto mai
    il conto mi risulta desolato
    ho dato ogni mio bene
    ho regalato l’anima ai passanti

    non sto a recriminare
    né voglio raccontarvi le mie pene
    anzi sapete cosa? ____ me ne andai
    dalle mie quattro giravolte al centro
    per starmene in disparte
    per ridere di me
    del mio apparente esistere

    scrivere infatti
    è come essere spettri
    chi legge non s’accorge di chi traccia
    sulle rive del tempo ___ impronte labili
    prima che giunga l’onda sulla rena
    l’ombra che ne confonda
    ogni sembianza

    Pubblicato in poesie | 2 commenti

    sdrucciola quasi squamosa poesia

    liscata a lutto
    sincopata ogni forma di memoria
    scrive la coda bilobata foglia
    di stupefatta acquisizione acquatica
    la rete strascica di mute
    alghe

    le lacrime dei pesci
    chi le vede?
    fa tanto mare agli occhi

    Pubblicato in poesie | 3 commenti

    Minimi e fuminei

    Non hanno consistenza due
    fluttuanti visi e altro altro altro
    chiedere ai muri
    quando mai si farebbero di lato
    per
    case di trasparenze
    :si è vivi solamente in quello spazio:
    suppletivo proscenio fai-da-te
    (l'amore ha un suono che non corrisponde)
    vedi che la paura è onnipresente
    ((((((((((((( avvolge i fiati )))))))))))))
    e quanto si è più soli
    al ricadere
    ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
    di teloni da clic!

    Pubblicato in poesie | Lascia un commento

    Rigattieri

    Orologi di sfere in dicerie di ruggine
    numeri color feltro
    in calce voci di chicchere spaiate
    giare cucite a fil di ferro
    di verghiana memoria

    ci si sposta nel tanfo delle cose
    la spilla in filigrana del pavone
    ha perso gli occhi
    la teiera cinese chiccoriso
    sul fornellino a spirito riposa

    mi sento antica in versi, sarà mica
    che il tempo ha patinato la mia voce?
    È vero è sera
    crepuscolo direi (se non fosse parola
    assai usurata)
    però mi dico, accade la giornata
    e non si può chiamarla in altro modo
    perciò se a notte mi ritrovo è notte
    word suggerisce: tarda serata, buio
    tenebre oscurità, perfino cecità
    ma cosa importa
    mi sveglio e scrivo la chincaglieria
    delle mie insonnie.

    Pubblicato in poesie | 2 commenti

    Haiku al largo

    Era la barca
    un battito di chiglia
    piange il mare

    Pubblicato in Senza categoria | 2 commenti

    Quasi-Queneau

    Frane di fogli
    centocinquanta volte uguali ad occidente
    scrivere
    riscrivere
    ecc…
    anche linee perfette
    rette__________
    spezzate
    l’oro dei girasoli
    i molti semi
    centocinquanta volte uguali anzi di più
    chi li ha contati?
    Echi da collassare
    lallazioni tematiche (s’avventeranno contro)
    darsela a gambe invece di restare
    seduti al tavolino
    a chiedersi il perché di questo stato
    originato
    ordito
    affabulato
    cascami di  pensieri
    in un “cahier d’expérimentation”
    forse confusi
    oppure sillabati
    come i respiri
    l’-uno simile ai tanti

    Pubblicato in Senza categoria | 4 commenti

    Logos a quinte mnemoniche

    Mi parlo con circospezione
    quando argomento ipotesi d’altrove
    i solipsismi le cadute e i voli
    sorrido agli sgambetti della mente
    e recito la parte

    mi prende a calci il buttafuori
    cavilla d’arte e di filosofie
    che han poco da spartire con la carne
    allegorie viranti al rosso
    un pallore di vino annacqua il sangue

    il dire edulcorato ha tralci penduli
    diramazioni equivoche di mani
    al tatto non sapermi riconoscere
    quindi la fine è solo un preconcetto
    singolarmente non sperimentabile

    qui sul proscenio di battute e gesti
    ho ricordi d’iguana
    verdi
    una fame giurassica
    ma i rospi
    non li ho mai digeriti facilmente.

    Pubblicato in poesia umoristica, poesie | 4 commenti

    Firme e segni

    Tre ante battute dal sole
    anche i muri possono essere incidenti
    sezioni d’angolo
    ci si specchia l’andata ed il rientro
    la zona muta interseca nel vetro
    sagome in filigrana

    dire di molti altari tralasciati e molti
    gesti di sacrestani incappucciare ceri
    passano con le storie di rovine
    a dorso d’asino – non era da quelle mulattiere
    che si sporgevano i malanni –
    oggi che basta un raglio ad incantare
    affastellare frasi sui risvolti
    di copertine inermi
    il nudo andare
    che per atti notori è insufficiente
    ai polpastrelli inchiostratura ciano

    una scrittura di cinabro
    c’invermiglia la sera.

    Pubblicato in Senza categoria | 6 commenti

    La donna a due dimensioni

    onda rorschach- CriBo

                                  
    Sanguinare discreto ha la metà
    che ama non riamata e amar perdona
    fiori disidratati nei cassetti
    colpevoli di giallo e zone d’ocra

    squilla dell’altra sua metà
    risatina infantile in mezzo ai seni quasi
    fuori ordinanza, la induce una rivalsa
    anni perduti sotto le sue gonne

    quella che poi decide è sempre sola
    s’incorona di spilli ma non basta.
    A chi la indora sempre oltre i passaggi
    lei vorrebbe gridare un paio di sillabe
    ma tace, resettando alfabeti in uno specchio

    d’esibizioni trangugiate come sciroppi amari
    sul retro d’emisferi _________vuote mani
    e qui, nell’ombra fattasi muraglia
    perfino una vestaglia è un paravento.

    L’intero fogliodonna è ripiegato
    come una macchia di Rorschach
    la leggeranno in pochi da farfalla a Pechino
    se a interpretarla di spavalderia
    ride il nagual, dell’ultima figura conquistata
    solo a metà.

    Pubblicato in CriBo, poesia, poesie | 10 commenti

    Capo Nord

    Appostata sui fiordi era la casa
    d’angolo piatto a picco
    rinchiudeva le voci che passarono
    loro malgrado in quelle stanze dure
    si videro i superstiti
    assecondare le correnti e il dire
    ai balconi rivolti a tramontana

    resta serena la signora d’acqua
    ferma al timone
    e per antiche rotte
    in iperboree lande navigare
    diretta alle regioni iperuraniche
    oltre il filo dei cieli

    in una mano alzata sulla testa
    stringe la pietra delle circostanze
    in formula e pozione
    una magia da punti cardinali.
    Nell’altra mano un fiore d’amaranto
    per scrivere di stelo
    qualora fosse il caso
    in lettere di sabbia un nome d’onda

    Pubblicato in poesie | Lascia un commento

    Sfera di sera s’era

    bolla di sapone sul bronzo di una mia scultura

    la biscia d’acqua morde alle caviglie
    non avvelena ma scompone il passo
    e di narcolessia
    in una bolla di felicità ci ottunde
     
    effimera così l’iridescenza
    che c’imprigiona nella superficie
    in perenne tensione di molecole
     
    ci confortano minimi interludi
    effrazioni di sibili tangenti
    inavvertbili
    che non ci accorgeremo dello sballo
    _________ quando sarà il momento
    di stendere in sequenze orizzontali
    il manto sferico.

    Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

    Strada

    Salivo scendevo salivo scendevo
    nei dislivelli semi d’incostanza
    liscia la percorrenza mai
    si leggeva Kerouac, di recente McCarthy
    i ricordi
    sfilano in assonanze e turbolenze
    mnemoniche.
    Repetita iuvant, si dice
    io mi ripeto in infinite cose senza genialità.
    Ricordo viaggi in macchina
    sull’asfalto sbiancato in autostrada
    le code interminabili
    la mia famiglia in scatola
    un poco si moriva tutti già.
    La vita poi
    incastrata nei giorni della merla
    quando s’avventa il gelo
    ritorna e sposta il punto
    da un rimessaggio a una rimescolanza
    d’insalata nell’area di ristoro

    Pubblicato in Senza categoria | 2 commenti

    Cominciato per dire, finito in Géricault

    Voglio scrivere anch’io lunghi paragrafi
    con citazioni di latino e greco, frasi dotte
    – tanti autori hanno dato forfait nella mia testa –
    io per studiare ho avuto giorni avari
    e per avere almeno un’infarinatura
    in sere e notti, quando i figli dormivano, leggevo
    pensa un po’che follia, la storia tutta
    i tomi ponderosi grigioazzurri
    della letteratura di garzanti
    poi quella del pensiero filosofico e scientifico

    se vi dicessi d’aver capito tutto
    sarei ridicol_mente menzognera
    vabbe’, volevo tracannare il mondo
    incamerarne pagine su pagine
    facevo indigestione di nozioni
    che mi colonizzavano scomposte.

    Qui metterei degli asterischi
    *
    se me ne ricordassi
    ma tutto s’ingarbuglia, una matassa di cognomi
    inglesi, americani, il primo novecento
    grandi poeti letti in pochi versi
    senza approfondimento, quello manca.
    Spaziare tra le discipline fu caotico
    memorizzare ancora più difficile
    ma si sedimentarono vivendo, in regioni mentali
    d’un pensiero ribelle.

    **
    Scrivevo di emozioni, nel frattempo
    senza che fosse chiaro anche a me stessa
    affioravano lemmi, sprazzi didascalici
    versi, storia, botanica, la fisica dei quanti
    un pot pourri come svuotarsi tasche
    o affidare vestiti al servomuto
    speculazioni filosofiche da casalinghità

    ***
    A scrivere di getto mi sorprendo
    scaturiscono frasi dal mio dentro, un bel mistero
    a scompigliarmi il giorno, anche la notte
    è un continuo parlarmi da quei luoghi
    in cui sostavo da novella Alice
    e nemmeno mi persi quando un volo
    mi condusse ai confini dell’eterno, anzi fu il salto
    a rivelarmi il doppio e il triplo
    e il multiforme respirare in zone estreme

    ****
    Attendo fuori tempo ancora l’alba del cercatore
    porgo l’orecchio al disinteressato proseguire
    c’è chi vorrebbe ammutolirmi ad arte
    definirmi da baci perugina, e non permetto
    perché ho imparato che si svela il cuore
    e l’intelletto solo passando tra le fiamme e solo
    quando ai confini del dolore, alle zattere spinte
    dopo ogni affondamento di Medusa
    ci viene dato il dono del pennello.

    Pubblicato in Senza categoria | 2 commenti

    Dal carbonio al pensiero

    l'orologio delle stagioni - by cristina bove copia

    materia e antimateria
    e qui ci siamo
    il periplo del nulla eppure tutto
    a dirsi romanzati
    o proiettati in stanze versi eccetera
    raccontare di noi
    del permanere sulle scale mobili
    in equilibrio instabile
    mentre il mondo ci manca
    o noi manchiamo al mondo

     

     

     

    Pubblicato in poesia | Lascia un commento