
Le vittorie del tempo sui destini
hanno rigore matematico
chi strappa il sonno alle chimere
àltera il risultato
viene da domandarsi e non è facile
dove ponemmo limiti al pensiero
forse chiedemmo simmetria
nel dire pane e assaporare sangue
nello squilibrio delle discrepanze
e ancora rispettiamo conseguenze
fibrinogeno alacre a rimediare
sbucciature di gomiti e ginocchi
i miei figli da piccoli
giocavano con cifre in addizioni
costruivano mondi con i lego
e paradisi sparsi.
Adesso hanno lo scorrere dei fiumi
il seme delle istanze
nel generare desideri e corpi.
E noi che l’accogliemmo
nel nostro ventre
il vivere e il morire
non abbiamo che braccia
a cingere d’amore l’incertezza
e mai bastanti alla disperazione.











Son passata prima dal blog con corredo iconografico e ora qui..
..
.. dovrei lasciare un analogo commento perchè si rincorrono, com’è giusto che sia, temi universali e che parlano lingue comuni.
Da Sacco cercherò di leggerti con la solita cura..
Ho solo bisogno di tempo.
Ti abbraccio
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