Onde, tastiere e lettere mai scritte

la bolla - by criBo

scrivevano di penne
intinte nel carbone blu
carta nei rulli e copie tre
l’ultima sempre scolorita
quelli stessi
che non si sa che mai si sa
se adesso
bevono notti a fare salti quantici
o lingua di fragole e viole
in contrapposizione agli occhi
disorientati negli spazio vuoti
come pesci di boccia nell’oceano

si comincia per nome
e si finisce nelle bolle d’acqua

l’essere messi a fuoco
comporta lo schiarirsi d’altri segni
a chi passando li scorgesse
a chi volesse amare per davvero.

 

Avatar di Sconosciuto

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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9 risposte a Onde, tastiere e lettere mai scritte

  1. Pingback: Onde, tastiere e lettere mai scritte | miglieruolo

  2. Avatar di domenica luise domenica luise scrive:

    Già, ognuno nella sua bolla d’aria, coi suoi colori, i suoi sapori e la sua solitudine. Ogni tanto un respiro poetico e questa terribile invisibilità. Erano lettere per nessuno. Bel merletto interiore.

    • Avatar di cristina bove cristina bove scrive:

      per fortuna le mie presenze non mi fanno sentire sola.
      e alle lettere ormai bado poco.
      come sto badando poco, anzi niente, alle carinerie della forma.
      ho solo voglia di essere seriamente vera.

  3. Avatar di wordinprogress wordinprogress scrive:

    mi sa che anche noi bloggersss cosiddetti che continuiamo a leggere e scrivere sul beneamato web facciamo la fine di quei “pesci di boccia nell’oceano”

    • Avatar di cristina bove cristina bove scrive:

      mi hai fatto sorridere, word,
      ma sono così pochi quelli che si vedono piccoli pesci prigionieri della propria vanità…
      per sfuggire alla boccia non resta che confondersi con l’oceano.

  4. Avatar di annamaria49 annamaria49 scrive:

    E’ la strofa conclusiva che racchiude tutto il significato, “essere messi a fuoco”. Ma certo, solo chi ama intensamente e ci mette la passione nella vita, in ogni cosa non solo nei sentimenti è messo a fuoco.
    Una meraviglia questa poesia, cara Cristina, peccato non abbia ascoltato Debussy, ho cliccato ma nulla.
    Un bacio e buon tutto.
    annamaria

  5. Avatar di Carla Carla scrive:

    avevo lasciato un commento …
    più o meno scrivevo che sono rimasta imprigionata in quella lingua di fragole e viole che beve la notte…
    amo i sapori sapidi e sostenuti ma anche lievi e leggeri come bolle he si cullano nell’aria.

    Buon mercoledì, carissima!
    c.

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