era la sua metà che andava
senza precisa meta e che pareva
distoglierla dai fatti di giornata
da percorrenze stabilite
una lampada al neon che non funziona
ticchetta senza tregua
nessuno che le aggiusti il batticuore
l’altra metà sorvola con la flemma
di chi non rischia nulla
se porta il cielo a spasso tra le stelle
e non sa come avviene
s’incontrano talvolta
l’una che dorme arresa sulla soglia
l’altra che la sorveglia
la terza che ne scrive osserva e tace
vede piegarsi a strane curve il tempo
e mantenere le distanze
le brave pietre grigie della strada
–












bella anche l’immagine…
grazie, Doris
Una e “trina”
ma anche mille e più!
Bellissima poesia, anche in questo caso io seduta in prima fila ad osservare stranita quello che “vedo” svolgersi davanti agli occhi increduli!
Bella bella bella
bbb.car
grazie grazie grazie!
il teatro è tutto nostro…. 🙂
bbb
“le brave pietre grigie della strada”
ci prendono per mano, dalla chiusa,
ci dicono: donzelle, se v’aggrada
questa è canzone mia, questa mia musa
le tue quartine sempre deliziose
endecasillabate nei commenti
mi fanno essere fiera delle cose
che vo’ scrivendo co’ li puri intenti… 🙂
ringrazio anche tutti i “mi piace”
cri
a quale delle tre appartiene la poesia? forse all’incrocio solitario in cui si riconoscono?
tu ne sai, eh, Massimo?…
🙂
L’ha ribloggato su Tramedipensierie ha commentato:
“Era la mia metà che andava…..”
….e l’altra sempre
.restava
grazie marta, ho visto!
sono felice che tu l’abbia riportata nel tuo bel blog.
Grazie a te per aver tessuto questa trina…
buon prosieguo
.marta
mi conosci e sai che la tua poesia ogni volta mi accompagna e mi trasporta nelle canzoni che amo. qui sento la splendida helplessy hoping.
ho scelto queste parole per il commento:
“loro sono una persona
loro sono due soli
loro valgono tre insieme
loro sono l’una per l’altra”.
grazie, falco, è sempre un piacere vederti qui, e la tua musica…
mi associo ad albafucens: questa mattina, leggendo il titolo, avevo pensato a un merletto… poi ho visto che Cristina, una e trina, con le sue parole aveva davvero tessuto un merletto!
dire grazie dopo tre anni… chissà dove avevano la testa, quelle…
bella, bella… una trina preziosa, un tessere emozioni con pregiati filati, questo tuo scrivere
grazie, alba,
però più che una trina è una triade…
ciao 🙂
Bellissima…!!
E’ un argomento a me caro….di queste sfaccettature che ci appartengono…e delle quali si cerca di trovare un equilibrio…
un abbraccio
.marta
già, cara Marta, la difficoltà di stare in equilibrio…
grazie
ti abbraccio anch’io
Hai perfettamente descritto quel fenomeno di sdoppiamento della personalità in cui si diventa due, tre: una che agisce, una che cerca il senso dell’azione, l’altra che vorrebbe capire oltre. Invece, malgrado tanti sforzi, nulla muta e resta da aggiustare quel batticuore, l’inquietudine non si placa.
E’ una bella poesia.
Narda
ne sappiamo tutti, di tre…
e anche dello sforzo di resistere.
anche quel batticuore che ti prende e che tu sai foriero d’altro!
grazie, cara Narda, e tieni a bada anche tu la lampada, eh?…
“l’altra metà sorvola con la flemma
di chi non rischia nulla
se porta il cielo a spasso tra le stelle
e non sa come avviene”
vorrei tanto saperlo anch’io, ripeterlo a comando con uno snap di pollice e medio.
la quarta legge,legge e si emoziona che tutt’e tre le vede, peccato non poter aggiustare quel batticuore
la lampada oggi l’hanno aggiustata per davvero, una.
l’altra che tu sai sta facendo di tutto per resistere.
ah, quello snap di dita! magari!
un abbraccio grande
cri