portatele altrove
dove non sia possibile narrare
storie scadute da bacheche antiche
i vetri rotti, i piccoli
labirinti di tarli
portatele nel cielo d’altri mondi
agli angeli supini
stanchi di custodire ed annunciare
_che ne facciano monito agli dei_
d’altro creare
ma forse siamo noi gli stolti dei
creatori di limiti e discrimine
maschere ricoprenti crani vuoti
incapaci di scegliere la luce
e solo amare
mi chiedo e poi non so cosa rispondermi
se non reminiscenza di pensiero
le mie visioni _ forse
per un eccesso ammoniacale
alle sinapsi
e storie _dunque
: di quelle che ritraggono illusorie
scene di vita (che cos’è la vita)
come spillare vino dalle botti
e zampillare un’eresia di fiori












“… e zampillare un’eresia di fiori”: bellissimo!
ne sai di questi zampilli, vero lu?
e trasparenze…
un bacio
Io ho il pollice alzato, Cri!
Sai che posso farlo solo così!
“ma forse siamo noi gli stolti dei
creatori di limiti e discrimine
maschere ricoprenti crani vuoti
incapaci di scegliere la luce
e solo amare”
Questi versi!:-)
E i versi di chiusa!:-)
Tutti aspettiamo la luce, Cri.
Grande Cri!
Scritto con il “cuore”.
Sono molto stanca questa notte, ma passo sempre da te.
Ci sono la Poesia e la Musica qui da te! Ed anche altra Arte!
Queste note, poi…
Ti abbbraccio, cara
gb
grazie, gb,
spero che tu stia meglio.
ti auguro ogni bene.
un abbraccio
cri
grazie a tutti i pollici levati 🙂
Centrato il titolo “Storie” perchè non esiste la storia se non come commentario di grandi eventi e di personaggi che li hanno cavalcati; la gente fa le “storie”; muore nei grandi eventi, deflagra nei conflitti, ama, suda, ha dolori fisici e psicologici. La gente è fragile, vorrebbe la grande luce e accende candele, si autolimita nei labirinti dei tarli. Poesia profonda e profetica, disperante e non disperata, di metro padroneggiato.
Insomma è poesia di Cri, la grande.
Narda
“… Mia vita- lasciami un tramonto
che mi brilli sui capelli e sciolga i nodi
rimasti impigliati dai venti…”
ecco, vorrei che fosse così anche per me.
intanto mi confortano parole come le tue, scritte col “cuore” oltre che con la mente.
e grazie, grazie infinite, per la comprensione profonda e l’apprezzamento del mio fare poesia.
grande conforto nei momenti di incertezza.
cri