in una sonnolenza anomala
aprii le strade
in cambio di amnesie
era venuto il tempo di tacere
e dalle serrature
togliere chiavi e fiori
ad occhi prosciugati
senza nemmeno un cigolio di lacrima
06/11/2011
in una sonnolenza anomala
aprii le strade
in cambio di amnesie
era venuto il tempo di tacere
e dalle serrature
togliere chiavi e fiori
ad occhi prosciugati
senza nemmeno un cigolio di lacrima
06/11/2011
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La resa per un poeta è la perdita della voce; la tua è ancora salda; se il freddo l’ha resa afona, la scalderemo con il nostro affetto. Ciao, Cri.
cara Narda!
grazie di considerarmi poeta
e grazie del calore che già da te mi arriva.
ricambiato 🙂
grazie mille, Annita!
L’ha ribloggato su Annitapoz's Weblog.
Ma per fortuna vennero altre parole. Ed altre verranno ancora…
e vennero anche tanti amichevoli incoraggiamenti…
grazie, Aitan.
tu non ti puoi arrendere neanche un po’! mi “devi” la luce che mi permette di sorridere ancora. 🙂
brilli di tuo… 🙂
Un prendere distanze necessarie… a volte.
sì, proprio necessario 🙂
come una piccola resa necessaria, e quasi indolore
quasi…