Per interposta ragnatela
imperlinata (d’istinto scriverebbe: di rugiada
di voli sotto i tetti a primavera e d’altre uccellerie
marine o montanare)
ma non si trova il modo
di dare un altro nome a ciò che accade
sul fare del mattino, intrappolati ai muri e ai versi
_“t’amo pio bove” e prati e voli neri_
ch’è già d’ inclinazione strutturale
la ribellione al giogo.
C’è chi conquista l’Annapurna
e chi
gradini d’ammezzato
per un attaccapanni nudo sulla porta
: tanto sarà per poco.
Nel frattempo
vivere di miracoli a ritroso
esserci quanto basta












Certo: io sono me, io sono la mia vita, io sono come la scogliera che fronteggia le onde. Tutte.
E la figlia del Mare si riprende!
Ci sono momenti in cui si sta così male… ma poi ci si riprende e non ci si sente più annientati Cristina. <3
è questo l’unico modo per farcela, Paola: riconoscere che il dono della vita siamo noi stessi. <3
La chiusa… strepitosa! E mi basta… <3
grazie, Rita <3
Con tanta sofferenza può crescere solo il desiderio di scomparire.
Io, ad esempio, vorrei proprio non essere mai stata.
no, non esserci mai stata è annientamento. Io mi riferisco all’essere sospesa tra due dimensioni, e compiere uno sforzo per essere presente in questa, finché il corpo resiste. esserci quanto basta a dare ancora un po’ d’amore,
Adorabile e malinconica chiusa.
il tuo intuito!…
mi conforta, grazie
QUANDO SI e’ PERSO IL GUSTO DELLA SCALATA, QUANDO LE FORZE PORTANO ALLA PERDITA, QUANTO BASTA, BASTA. ED è COSi’ POCO… PER GLI ALTRI, NON PER UN POETA.
sono le forze che s’indeboliscono a far desiderare che… tu mi capisci.
intanto si va avanti sperando in qualche tregua.
ciao
ognuno intento a filarsi la propria vita
buona domenica Cristina
grazie, Massimo, oggi filiamo la domenica…