
nella lingua dei soliti risvegli mattutini
quando si potrebbe confondere una voce
con tutte quelle amate e poi dismesse
voci di tutte le finestre aperte
squilli di cellulari
a dirlo
con disegni di senso compiuto
colori emersi in superficie _colori innaturali_
come una sclera al blu di metilene
un giallo acceso di soddisfazione
un verde intriso di malinconia
dirlo fittizio
con visioni riverse dentro un cannocchiale
_piccolo si fa il mondo_
tergiversano simboli
senza una chiara identità s’annega
e non si sa nemmeno in quale mare
a dirlo
ci si assenta alle spalle
stanziali e intorpiditi _il giorno è di passaggio_
e ci si arrende alla facilità di dirsi vivi
mentre le assenze dicono il contrario











presente nel cuore
l’assente alle spalle
è un angelo
angeli che hanno perso la persona…
e forse siamo tutti in cerca d’ali
Forse non esistono chiare identità. E ce lo dicono anche le assenze.
concordo, Aitan, siamo l’ombra e la luce in prospettive mobili e mutevoli… e anche le assenze ce lo dicono.
Che triste malanno la stanzialità!
ma è solo un’illusione… in reatà si va, ci si allontana sempre più…
Vuoi dire che ci si distanzia sempre e comunque?
da sé stessi, in un continuo divenire…
Sarebbe bello capire che cosa si è divenuti e se ci si sta spostando nella direzione giusta. 😀 Stasera ho sistemato uno scaffale e ho messo tutti i tuoi libri insieme. Con te ci sono Mariangela Gualtieri, Antonia Pozzi, Montale, Ungaretti, Rilke, Wislawa Szymborska. Pensi che vada bene? <3
a saperla, la direzione giusta! carissima Paola <3
e grazie per l'onore di avermi messa tra i poeti che amo tanto anch'io!… 🙂
C’è anche Kafka, quasi tutto: “Lettere a Milena” e il resto.