d’aver amato intensamente
d’aver trasmesso il senso delle nuvole
più che aver posto basi di cemento
e tetti in testa
forse dovrei stornare il mio vissuto:
madre come ho potuto
e dire ai figli miei
che qualche assenza involontaria
non toglie la misura della cura
la strenua volontà di superare
le mille insicurezze quotidiane
_il corpo ha resistito oltre misura_
tanti rattoppi e a vivere si sta
accumulando giorni mesi anni
e mai pensavo
che avrei potuto diventare vecchia
essere peso e gabbia di ricordi:
quanto una madre può ingombrare?
Avevo un mondo nella mente
un mondo in cui la cosa più importante
fosse nutrire l’anima
sbagliavo
e a fine viaggio
raccolgo quel che avevo seminato
a qualcuno il coraggio
a qualcuno la forza
a qualcuno la voglia di capire
ma l’amore
solo l’amore mi perdona e sa
quanto altro sono stata
e forse valgo











L’amore perdona sempre e, per quanto riguarda nutrire l’anima, la trovo anch’io una cosa molto importante ma non sbagliata.
Un saluto e complimenti per le tue parole.
grazie
Trasmettere il senso delle nuvole è atto d’amore e di vita ! Grazie
grazie!
Una poesia che scava con sincerità dentro l’animo e pone domande a cui non è semplice rispondere ma che hanno il pregio di farne sorgere altre nel lettore. Soprattutto se il lettore sa che l’amore è ingannevole e fa di ogni tentativo di risposta una nuova disperata domanda.
A questo punto della vita non ci si nasconde più a sé stessi né agli altri.
E non si temono critiche e giudizi.
Si sta, semplicemente.
grazie del commento
Grazie della risposta. Dubito che esista una stagione della vita in cui si sta semplicemente, a meno che non si tratti di quella terribile stagione in cui si sta perché più non si vive. Allora sì, che non si temono né critiche né giudizi. Ma finché scriviamo, ci sottoponiamo, forse cerchiamo e spesso chiediamo, critiche e giudizi.