La rimozione della logica

Il palco esige
allittera strombazza assorda inganna
e tutti i carillons la stessa musica
_udiamo cacofonici assemblaggi_
clamori al primo premio d’arrembaggio
si fa così da secoli, e la voce
dei folli violinisti di Chagall
è una voce lontana da gabbiani
da primavere azzurre e viole mammole
                 scende dal cielo, cade sulla terra
                 dice la mezza verità
                 l’intera verità sarebbe letta
                 ma subito rimossa
                 stanziale come un amen in sacrestia.

La scena è fumo agli occhi
una kermesse di pietre in un carnaio
_la campana non suona anche per noi_
memento mori
è invito a ringraziare della vita
ma anche a fronteggiare chi la morte
dispensa a piene mani

siamo tutti partecipi del rito
qualunque sia la fede e la grammatica
da una parte le stelle e gli artifici
dall’altra il sangue degli inermi
                 io sono in prima fila a frastornarmi
                 di stolti déjà-vu
                 seriale anch’io nel ruolo inconsistente
                 di pecora dormiente

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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