



C’era una volta uno strano paese
di soli presidenti e governanti
imperatori, porporati e re
una fiumana d’ori e di medaglie
che tributava onori alle coccarde
ciascuno la sua ruota di pavone
l’uno specchio dell’altro ad incensarsi
percorrevano a piedi in pompa magna
strade sconnesse invase dal letame
in cerca di un garage o di una stalla
ma senza benzinai, senza stallieri
mancavano automobili e cavalli
era una folla di decisionisti
emanavano leggi a tutto spiano
imposizioni e tasse per i sudditi
dimentichi che fossero finiti
i medici, i maestri, i minatori
gli allevatori, i fabbri, i macellai
i giudici, i giurati, i cancellieri
i contadini, i cuochi, i camerieri
i farmacisti, i panettieri, i sarti
gli addetti ad ogni impresa e costruzione
finiti anche poeti e pensatori
e fu così che troni e dicasteri
occuparono tutto il bel paese
ma senza chi fornisse il necessario
governatori e capi d’ogni sorta
in una terra rinnegata e incolta
morirono di fama


è il risultato del pensiero umano
_da secoli di prove, segno e suono_
dal primo gesto indicatore
all’enciclopedia treccani
questo pensiero che mi fa chi sono
è un insoluto di potenza
l’esplicitarsi della volontà
soggetta al caso e alla necessità
si manifesta in ogni forma e mente
è un’onda che dall’era delle origini
ci ha trasportati e ci trasporta tutti
un’onda che s’ingrossa da millenni
_ nessuno sa da quale mare arrivi
e a quale mare approderà_
questo pensiero che ci fa chi siamo
a volte chiaro, a volte terra nera
a volte cielo
è una goccia di spuma della scia
i nostri nomi
scritti acqua nell’acqua

Se tenessimo il mondo nella mente
pure sarebbe solo un punto
nell’infinito stratosferico
la misteriosa ubiquità dell’ente
_essere il dentro e il fuori del cervello_
il cranio un puntaspilli di capelli
conduttore d’elettrici pensieri
e fuori il santo prato di faville
la ronda delle idee tradotte in pixel
se ci scoppiasse l’anima di luce
forse saremmo sparpagliate
minuscole comete
a fare un cielo altrove


Settembre 2012

versi in transfert
Un'antologia permanente a cura di Sonia Caporossi
letteratura, filosofia, arte e critica globale
A Reader's Blog
sogna la vita, mentre la vivi, intatta. uno sguardo sul mondo, a cominciare da quello vissuto, per continuare con quello vissuto e sognato.
[è necessario che la poesia divenga un sintomo della realtà]
La poesia non ha rimandi . La consapevolezza d'essere poeta è la stessa spontanea parola che Erode. Stermino io stesso il verso.
mariga de sos pensamentus
Impara l'arte e NON metterla da parte.