. mettere un punto

indecifrabile - by criBo

. mettere un punto
per solidificare la parola estinta
_il suo vissuto termina sul foglio_
magari farle un monumento
solo di interpunzioni
dedicarlo ai poeti che non scrivono

mi ci metto
perché non ho mai scritto un bel silenzio
perché non ho saputo eliminare
una vita di sillabe

mi arrendo nel mimare un’esistenza
_tra due trattini stesi_

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distopica

telomerasi - -by criBo

 

ci separò da amebe ed infusori
ci corredò d’encefalo e colonna
occhi, frattaglie, coliche, verruche
peli superflui e posizione eretta

sarebbe stato meglio farci a palla
ché rotolando e rimbalzando
almeno avremmo scorto il cielo
di tanto in tanto

 

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Causa pranzo

grido - by criBo

sulla montagna
l’ufficio chiude a mezzodì
mancano pesci e pane
moltiplicarli è impresa da titani
_ a timbrare la fame
non ci sono profeti agli sportelli _
le direttive sono impopolari:
la morte è irrilevante
se la benedizione del pastore
fa scomparire storia e documenti

il sommo Pluvio accorda mandolini
sostituisce alle saette i fiori
per tutti noi assassini
per noi che imperturbabili
amiamo gli animali, coltiviamo giardini
e siamo indifferenti ad ogni morte
_un’ecatombe intorno_
e noi si sta
come se fosse appena disdicevole
il macello d’infanti e derelitti
: magari qualche lacrima al lavello
una piccola pena transitoria
e si continua ad incerare mobili
si torna alle scartoffie degli uffici

ci muore un figlio al mondo ogni minuto
e ci adiriamo per mancate ferie
chi siamo
noi
che ci lasciamo vivere nel mentre?…

 

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E non si fa subito sera

Anzi s’allunga a dismisura il giorno
alla furia del sole che tempesta
alla storia pressante
mentre ci si divincola da voci
da lettere mai giunte, mai inviate
la sortita dal corpo s’è arrestata
sot…

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su Neobar

 

foto di Cristina Bove
                            
* Anima mia per tutto quell’azzurro
che non ti posso contenere in petto
il tempo non si adatta al tempo
la luce sopravanza alla sua luce…
                                
 continua qui

 

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Nubifragio

ombrello e foresta pluviale - by criBo

coriandoli di vetro dal soffitto
piovono muti sulla scrivania
la donna scrive foglio dopo foglio
un temporale sparso in moleskine
_l’immateriale soglia dei profeti_
e che le venga un fulmine
a rischiarare il tutto
la camera, la vita, il portaombrelli

scrive di viaggi in metropolitana
il cuore vidimato nei tornelli _il ticchettio
di grandine metallica_

smagnetizzate le ferraglie in corpo
si diventa stanziali
tra le pareti d’una pioggia fitta e se
all’ospedale dei romantici
finiscono le bombole
si muore
per mancanza d’amore e di vertigine
                            
                                  

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bovetterie (o cristinerie, come vi pare)

Morte di un connesso viaggiatore
La cognizione del malore
cafè extress
il cimitero degli eleganti
l’urto e il fugone
la moltitudine dei numeri privi
il giacere dell’onestà
Alice non alita più qui
le ramazze di piazza di spagna
L’inferno del nostro scontento
la spada nella coccia
il ponte sul fiume guai
Antico mestamento
chi più ne ha più ne getta
I gitanti della montagna
Fenomenologia dello sparito
Sogno di una notte di mezza età
Dialogo sopra i due pessimi sistemi (decidete voi)
Il canestro e margherita
Una stazza tutta per sé
Il secchio e il mare
La coscienza di zero
Il beone d’inverno
L’uomo che scambiò sua moglie per un carrello
Indice di tradimento
il signore delle cosche
Il senso di Sniffa per la neve
C’era una volta il test
Ai confini della lealtà
Il costo delle fragole
l’uovo senza qualità
La stanza dello sciroppo

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Corrispondenze monosillabiche

donna - by criBo

Ehm
Uhm
Ohm
da qui si va più giù si va
suggerisce da icnusa: la sunrisa
in lingua di castiglia fa
ma qui da noi si di_ce
ch’è solamente aurora
e ci si de_sta

annota il controfatto
eh no
eh sì
non lo farò
sì lo farai

tu
non capisci che
l’ispirazione
pungola di strambotti
e lai
tu l’hai
non sai
che vibrano le corde
prima di strangolar mi
Ahi!

novembre 2012

 

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Pausa d’irriflessione

alla finestra - by criBo

Pensavo di starmene con le mani in mano
a rimediare poche cose
uno sguardo alle tende in trasparenza
fuori camelie in boccio
il gallo ancora canta
ed è stagione che non lascia scampo
lui finirà nel forno, io forse andrò all’inferno
se credessi all’inferno.

Intanto resto qui con le mie cose inutili
carabattole e pochi soprammobili
– li ho sempre riciclati –
quelli rimasti fanno da ricordi.

Come disse quel saggio
aiutati che il cielo non t’aiuta
o forse era il contrario
Ma giunti a questo punto
che si riveli un angelo o un demonio
non fa gran differenza
all’annunciare di giornate ovvie
anche una rana alata può bastare.

E questa che mi prende e non vuole finire
paranoia
da versi mentecatti

dovrò scegliere il punto
da tranciare

 

aprile 2013
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Strettamente personale

             A inargentarmi ho fatto presto, capelli bianchi già a trentacinque anni. Da dopo la rivincita sul cancro. Erano però belli folti, spessi, ondulati. Adesso sono fini come piume. Vivere …

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Assemblare Inutilmente Un Testo Oscuro

A chi si ferma
In veste amica a chi
Un’improvvisa voglia di conforto
Tradisce il cuore dalla bocca al petto
Offro il mio vero volto

È dunque
Urtare con le ciglia l’aria
Niente però succede
Altro s’…

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La superficie è limite

 

verso una nuova era - by criBo

Per la legge dei solidi
la carezza s’arresta nella mano
ed è confine dell’amore il tatto
_inaccessibili si sta_
con la memoria che riporta all’acqua
il fondersi dei corpi all’orizzonte
l’approssimarsi della terra al cielo

vorrei sentirmi mare anziché zolla
per morire d’estate
_evaporando al sole_

così che fosse solo un’espressione
il tentativo di comunicare
quell’immenso che sento
con quel poco che so

                                        

 

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ci beviamo tutto

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Toh, che a rovistare ci s’inceppa

non solo cassapanche tremule
si scontrano le dita con lo sfondo
amai le cose anche le disamai
quando affollavano cassetti
e quando inconoscibile dis-canto
si presentava con le credenziali
io sono c…

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Fiat da ripensamento

senza paradiso - by crBo

 

batteva alla finestra
una pioggia insistente
il cicaleccio intorno
finiva nella trappola dei mimi:
_attimi per riempirla
secoli per svuotarla_

s’affievoliva un verso ripetuto
di strigide morente: ci fu svelato
dalla dea sapiente
che per levarsi in volo si doveva
vorticare veloce
sempre più veloce
finché si aprissero le spalle
e un sole dirompesse
dal buio del carapace

e un dio
pietosamente immemore
ci pronunciasse ancora
nell’esperanto celestiale
e dall’informe umano
ci ri_creasse tutti a sua misura

 

 

 

 

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Parrhesia

Per sentieri diversi
il compiersi di eventi
complici l’aria e il tempo
-affacciato ai terrazzi un vecchio spento
dimenticava il mare-
nel quieto vivacchiare delle erbacce
sui bordi delle str…

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Oh mio Me!

Oh mio Me!
Gridò scombussolato Dio
qual è quel testo che mi fa tiranno e
mi fa rabbioso con me stesso in quanto
io sono tutto e tutti e mi suicido così per farmi pasqua
di bomba in bomba
di tomba in tomba. Oh my man! Tu pure figlio
che ti ho fatto da me multicolore e non monocolo
e pianti chiodi a croci e corpi _li feci come gli alberi_
nascevano dalle mie radici
alcuni sono me che mi uccido

il cervello ch’è il massimo _oh mio Me!_
di un delitto perfetto
connaturato nella miavostra sostanza pretestuosa
in circonvoluzioni geroflifiche
l’oscura stravaganza d’essere parte e tutto
l‘infinito e il confine
il questuante dei miei stessi diritti _obblighi sacrosanti_
e le mancanze di separazione
i miei dinieghi all’essere dopo averlo permesso

invoco me, nell’insostanza
sapendomi mortale in tutti voi perché
non posso stare solo in questa moltitudine immortale
caini e abeli in un perpetuo scontro.
Provo a morire in ogni scannamento _perciò vi lascio fare_
perciò mi lascio fare
ma sappiate sappiamo
che se uccidete un uomo state uccidendo Me.
Se non risorgo non l’abbiate a male:
stiamo morendo tutti
di un amore terribile e fatale.

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Il fiume e la metropoli

burrasca-by-cribo

una strada d’asfalto torrenziale
che per tenerla a bada
bisogna incatenarsi alle ringhiere
_un respiro di troppo ed è burrasca_
dolgono i polsi
celati nelle maniche di nebbia
e la corrente spiana
rilievi e insenature al mappamondo

Se mi lasciassi andare alle correnti
approderei sugli argini
d’una città nel mare dei sorpassi
_io vivo distanziata da ogni luogo_
sono lo squarcio aperto nella sera
affacciatevi pure: oltre c’è il mondo
di qua soltanto una cernieratempo
inceppata sui margini
                                           
                                           

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Anagrafe disgiunta

Vieni, ti mostro la metà del tuo nome disse e prima di sedersi liberò la nuvola bassa dalle raggiere d’oro poi bisbigliò da non poterlo udire un suono eterno                     lo stesso che garri…

Sorgente: Anagrafe disgiunta

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Palindromica

Questa è una cosa scritta al volo così per non sentirmi a destra della strada ora tutta in discesa mentre le case mi sorpassano furono squilli anagrammati a capoverso e per tettoia un antipodo ec…

Sorgente: Palindromica

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