Nella finzione d’essere viventi
lancette fuori centro
penzolanti misure in susseguirsi
__il fulcro s’è spanato, anche la scena__
muta in un serialvivere d’istanti
a contenere il giorno in un quadrante
E steli senza fiori
fingendosi germogli
si afflosceranno sopra un davanzale
__poi metteranno un elmo blu assassino__
come l’aconito napello il suo veleno
a dirottare il ticchettio
Tempo che gira a vuoto
in un’ebbrezza senza cifre, quando
distoglieremo l’attenzione
__sarà soltanto un attimo, assestante__
scivoleremo fuori da ogni gesto
: la perfezione d’essere vissuti
Essere così forte mi sgomenta
il viavai dei coltelli
ha fatto ponti
tra le mie vene e il male
non si vedono i solchi
acqua d’amare
non può serbarne traccia
– – – – – -la linea si disintegra
al passaggio
resta una fioritura di cheloide
_____ma la continua dice
di vita che fermenta
i loro visi
i loro baci
la fortuna d’averli
pertanto, è quasi impresa
essere madre:
è concedere al cielo un respiro di terra.
“… Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.
Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti.
In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri…
Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto!
Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo …”
“La democrazia in America” Alexis De Tocqueville, 1840
Videro fuochi di sant’Elmo
aprire il nero come fosse un foglio
un mare obliquo
mare
mare
mare!
navigavano vene da contratto
senza diritto di mugugno
ma d’inventarsi un cielo sì
lo fecero grondante di bitume
piovvero inferno e sangue
il Capitano
s’accorsero nell’attimo d’un lampo
leggeva poesie sul cassero fiammante
o marinaio
mio marinaio
parodiava una voce di balena
arpione in gola
non suonare campane
il gelo ha già ghermito le tue braccia
e le ghirlande
barcollano battendo le fiancate
Come se fossi all’angolo
d’un campo audiovisivo
versione campionaria virtuale
ammiro merce ____ non ne acquisto mai
il conto mi risulta desolato
ho dato ogni mio bene
ho regalato l’anima ai passanti
non sto a recriminare
né voglio raccontarvi le mie pene
anzi sapete cosa? ____ me ne andai
dalle mie quattro giravolte al centro
per starmene in disparte
per ridere di me
del mio apparente esistere
scrivere infatti
è come essere spettri
chi legge non s’accorge di chi traccia
sulle rive del tempo ___ impronte labili
prima che giunga l’onda sulla rena
l’ombra che ne confonda
ogni sembianza
Cristina Bove, da Attraversamenti verticali – Il foglio Letterario 2010 Traduzione e lettura di Anna Maria Curci
Durata
L’olivo dalla chioma d’argento mi somiglia
solo che esisterà ancora
quando delle mie ossa nemmeno la polvere
potrà nutrirne le radici.
E lo saprò
che il tempo di una vita
sia tralcio foglia o frullare di ali
è soltanto un momento, irripetibile.
Dauer
Der Olivenbaum mit silberner Krone sieht mir ähnlich,
nur wird er noch bestehen,
wenn von meinen Knochen nicht einmal der Staub
seine Wurzeln ernähren kann.
Und das werde ich wissen,
dass die Zeit eines Lebens,
sei es Ranke, sei es Blatt, sei es Flügelschwirren,
nichts anderes ist als ein unwiederbringlicher Augenblick.
Fermo sulla stadera il peso morto
controbilancia un falso macroscopico
benché l’estrema copertura regga
sessantaquattro chili d’imballaggio
l’angelo veste fiori di lillà
redige l’atto notarile
certificante un esito qualunque
lo stato di prenascita o postmorte
ed in entrambi i casi
totale garanzia d’inesistenza
si resta in forse
accoccolati nelle proprie braccia
sospesi nello spazio relativo
d’una protratta pausa tra due suoni
a garanzia di persistenza
un ghirigoro di pensiero
mentre
Verrà un momento
che non si potrà più fingere _____________bisognerà convincersi
d’essere portatori
d’allucinazione sensoriale cronica
infusori
di memorie __________ apparenti.
Io parto ogni minuto nel respiro
esisto senza accorgermene
guardo le mani battere sui tasti
estranee a me
sono un’anomalia di conoscenza
oppure un sogno
ma come può il sognante essere il sogno?
Chiedi alle ombre
dice la mia ombra ________________troverai la risposta
nell’universo
delle tue molecole
Quando si sarà detto
tanto da non avere più cartucce
scaduto il regolare porto d’arti
il rigo assumerà quei segni fitti
come gli scarabocchi da ricette
l’assalto ai turbinati
ha odore di renette andate a male
di fieno greco e di galoppo
e la caduta da cavillo è un colpo
che prende all’improvviso alle sinapsi
oppure un fuoco
da sublimare il sangue nelle vene
_opera al bianco_ nell’atanor del cuore
che si trasmuti la parola-pietra
filosofale in oro di coppella
ché non si può legare il mare a nodi
né si può fare un’inversione
capovolgendo il faro dentro l’acqua
ed aspettare che diventi strada
un’onda lunga
è lì che aspetta il sorgere del mondo
il dio dei fallimenti programmati
in palinsesti onirici
così che non s’accorga il capitano
di comandare una fantasmanave
senza bussola e gomene d’attracco
e che non sappia
che non esiste porto
né un orizzonte per colare a picco
Sta quasi per accendersi la festa
si pronuncia l’antidotopoesia da bocca a bocca
respirazione e bacio _sopra il rigo_
si versa il contenuto nei lenti fotogrammi meglio di
frasi mandate a capo
le affascinanti sfumature: il corpo
è una follia di numi _una nientezza di vestito_
che brucia nell’ossigeno
introduciamo il mondo commestibile
per una serie di piacevolezze
chiudiamo gli occhi sulla verità _transiti scatologici_
di questa mascherata cromosomica
che ci consegna ad un perenne oblio.
Ci vuole essere tali che la chimica
convinca sensi e superfici a credere
che sia l’amore a mantenerci in vita
ma l’aria che si annida negli alveoli, ad ogni inspirazione
incendia le apparenze e ci consuma
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