Errante in ogni senso, vagante e passibile di errore. Sono trascorsi più di sette anni, da quando aprii il mio primo blog su splinder. Chiusa quella piattaforma, mi trasferii qui su wordpress, ma non avevo idea di quanto fosse stato, ed è tuttora, importante per me la condivisione di pensiero. E continuano a sorprendermi le vaste opportunità offerte da questo strumento ineguagliabile: viaggiare in tutto il mondo, imparare ogni giorno qualcosa, stringere legami con menti affini.
Tutto grazie a questo stupefacente mondo interattivo che dà modo di conoscere, avvicinare, abbracciare, seppure virtualmente, persone meravigliose, tante che mai potrei avvicinare nella vita reale, nemmeno se campassi duecento anni. Scambio di pensiero, di parola, di amicizia, che nessun mezzo di comunicazione avrebbe potuto consentire a tal punto.
Quando mi chiedo se non sia preferibile un blog di pura critica letteraria, non propenso a divagazioni personali, la risposta è che preferisco mediare, e stabilire rapporti umani oltre che artistici. Forse non sempre siamo in grado di orientarci nella valutazione di un’opera, che si tratti di poesia, di prosa, musica e quanto altro; tuttavia, ciò non avviene anche nella scelta di uno spettacolo teatrale, un film, un concerto, una mostra di pittura? O nell’acquisto di un libro? Credo che sia una decisione altrettanto autonoma frequentare un blog anziché un altro.
Abbiamo preferenze, e in base a queste scegliamo. E dunque perché non apprezzare gli elogi e le esternazioni affettuose? Visto che comunque non manca la critica costruttiva, sempre bene accetta. Infine, essendo libero ciascuno di frequentare o no un sito, perché soffermarsi se il contesto non interessa o non è gradito?
Si ha la libertà di girare in queste stanze, se non piace si può uscire e andare altrove.
Errare: vagabondare, anche sbagliare. Cambiare direzione.
O far notare l’errore. Con garbo, però.