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Author Archives: cristina bove
Itinerari incerti e conseguenze
assenza di cartelli indicatori nei bassifondi cosmici un’ombra nera gravita sui muri nasconde assenze nelle intercapedini ripropone l’amore e i suoi scenari a spettatori di tragedie e farse si recita a soggetto insieme tutti: pubblico e dilettanti per evitare di … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato assenza, attori, bassifondi, cartelli indicatori, dilettanti, farse, intercapedini, muri, pensare, pubblico, soggetto, spettatori, tragedie
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Forse miraggi
Isole senza sponde nel mareggiare di relitti sassi e merli di torri diroccate il faro è morto ci stanno a guardia procellarie stanche sopravvissute al naufragare intorno noi che imparammo a vivere a strapiombo aggrappati alle cose irrilevanti custodi … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato attracco, custodi, faro, isola, merli, naufragio, naviganti, ombre, porto, prigionieri, procellarie, relitti, sassi, sponde, strapiombo, torri
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Perché dis-trarsi è inutile
si soccombe lo stesso anche se ci si esercita in poltrona da guerrieri in pantofole a vincere battaglie tra fantasmi ci si veglia di notte compagni d’arti ingenue disadattati a viversi di giorno perché incapaci d’arraffare il mondo _ci coprono … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato armatura, arte, battaglia, compagni, cristallo, fantasmi, giorno, moltitudine, mondo, notte, soccombere
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Transatlantico
Che se ne voglia dire bene è il desiderio pio dei noncuranti che pensano sia tutto regolare se sulle gradinate e sugli scranni siedono giovinastri arruffapopoli vecchiacci ridanciani imbalsamati illusionisti e illusi _pravi e ignavi_ Che se ne voglia … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato arruffapopoli, bandiera nera, bastimento, cannonate, disarmati, gradinate, ignavi, imbecillità, naufragio, pio desiderio, pravi, scialuppre, scranni, transatlantico, vecchiacci
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Questa la metto qui
per non dare nell’occhio perché parlo di morte e carnevale della bellezza della vita andata di come la vecchiaia sia una schifezza _questa parola allappa i benscriventi_ io me ne infischio e penso ai casi miei d’altronde chi può mettersi … Continua a leggere
Usucapione
Una casa da viverci d’inverno talvolta riluttante a essere casa spifferi alle finestre tra pareti dipinte a cianofiori e nomi pronunciati a bassa voce. Un che d’inafferrabile nell’aria rallenta gesti _qui l’imprecisione_ sospende nell’esilio dei pensieri una richiesta … Continua a leggere
Palcoscenico in disuso
le farse e le tragedie nel rovesciarsi della rappresentazione _il mondo come volontà, spietata_ perduta la ragione restano impronte di filosofia sul tavolato capovolta la scena tutti gli attori stanno giù in platea mentre gli spettatori riversi tra … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato copioni, farse, filosofia, mondo, mostri, palcoscenico, platea, rappresentazione, Schopenhauer, tragedie, volontà
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Dall’altro lato della porta
Ancora ci stupiamo per minuscole storie-scorie come bambini in corpi troppo vecchi che nelle macchie vedono profili e draghi sputafuoco nei tramonti ce ne stiamo quasi al di fuori di noi stessi pareidolie scomposte come nuvole gravati alle caviglie … Continua a leggere
Leggende audiovisive
Nelle osterie si raccontava della signora apparsa a mezzanotte a bere la sua coppa di vinsanto recava una speranza malridotta da consegnare al Dio delle contrade prima che la distanza separasse e il fiume oscuro trascinasse via Campi visivi anomali … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato addii, campi visivi, contrade, coppa, dio, fine, fiume, mezzanotte, osterie, parola, scenari, sconosciuta, signora, vinsanto
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Chi è di cena
S’illuminò di senso l’interruzione obbligatoria con tutte quante le combinazioni dei tempi addizionali _non si finisce la partita se non ci si assicura del ritorno_ disse il guardiano della vita e allontanò la nuvola d’ingombro. Regalavano scorte di sentenze … Continua a leggere
Indecifrabile
Tutte le ragioni e nessuna ragione in mezzo l’io che non è più questo o quello buono e cattivo in merito o demerito un io confuso e nel contempo arreso al suo mutare. Infine attento alle propriocezioni, alle derive del … Continua a leggere
Esondazione
quando dubbi e inquietudini sembravano senza via d’uscita e un repentino volgere di spalle di maggiordomi e primedonne divenne un fiume che allagò il giardino sprangò porte e finestre della casa fuori pioveva il buio passavano giullari e cantastorie … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato alba, buio, cartelloni, casa, dubbi, fiori, fiume, giardiniere, giardino, inquietudine, maggiordomi, platee, primedonne, programmi, ribalte, uscita
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Dell’indeterminato e del profano
Avviene, il sacro quando l’umano si dimette ed ogni concepire che si tratti di cellule o pensieri perde significato Avviene, il sacro quando non c’è l’adesso e la parola che contiene l’oltre non è così che diverrà immortale Avviene, … Continua a leggere
Piani e sfere
ci sono punti che restano sospesi se le domande restano irrisolte se la lingua lambisce un suono d’acqua che scivola sul vetro del mio autunno se la bellezza affiora dagli specchi _ed io non credo agli occhi_ distolgo il viso … Continua a leggere
Visionaria
Ad occhi chiusi ho visto il mondo alterno cascate d’acqua dilagare in cielo nuvole zampillare dalla terra e noi abbracciati restavamo insieme perché la solitudine spaventa scavalcavamo davanzali precipitando verso l’alto, illesi immemori di quando prigionieri percorrevamo le … Continua a leggere
La vague, le vent, le cri
Onde nel cielo un grido che ristagna una figura immobile nel raggio resiste allo scirocco donna che sembra salda e inamovibile _sembra_ mi ha girato le spalle ed il suo dio non chiama né mi manda un sms eppure … Continua a leggere
L’equivoco del bello e del possibile
Prendiamoci la folgore e il boato andiamo dove il senno si è perduto dov’è rimasta la follia dei sogni __vascelli in altocielo navigare partendo da balconi__ il tempo degli umani in cifre nuvole battuto dalle piogge siderali lo sfolgorio … Continua a leggere
Dopo
sarà la giornata più lunga sembrerà che ogni vigilia rimossa ogni fatto incompiuto abbia la stessa proprietà dell’accaduto gli accidenti di sempre meno che impronte sopra il borotalco e i gesti quel ravviare i capelli con le dita l’abbraccio forte … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono, riproposte
Contrassegnato architetto, borotalco, capelli, dita, dopo, dubbio, giornata, impronte, incompiuto, margine, muti, riso, sordi, suono, vaso, venti
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