Resterà senza titolo

foglie su terreno
                    
una mia fotoI giardini della memoria
hanno camminamenti di sassi e croci
rifioriscono in coro
o muoiono in silenzio
assisto
da panchine deserte
all’inversione non concessa
solo postfazioni di minuti
all’inquieto vivere
                             
e guardo tracce d’arancio e oro
mi pettino di mille capogiri
a braccia alzate
trattini in successione
ridisegno una voce sulle labbra
hanno palpebre fisse le finestre
cortili ciechi
eppure
un soffio di malinconia da flauto
mi accarezza la fronte.
                           
26/01/2011 

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da M.A.M.

https://miglieruolo.wordpress.com/2015/01/15/dinvolontaria-veglia/

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Sui cancelli del mondo

cancelli - by criBo

 

si aspettava
che con il grigio delle mezze voci
arrivasse l’avviso di sgombrare
nessuno aveva mai saputo quando

  si stava appesantiti dai ricordi
_la memoria è il rovello degli umani_

nelle amnesie pietose si sperava
ci si ammalava di pensieri morti
si piangevano i vivi già mancanti
d’altronde s’era giunti a fine giorno
finivano le strade
e tutte conducevano al confine

apparivamo stanchi
avevamo rifatto tante volte
il letto e ripulito le soffitte
sembrava d’esser vuoti, si sostava
su minuscoli punto di contatto
_ respiri in equilibrio sulle punte_

in un accordo tacito fingemmo
di non esserci accorti di morire
un tanto al giorno

                                  

                                    

 

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Luogo a recedere

 

oltre le macerie 2 - by criBo

 

terre disabitate  _sembrano_
trafitte dalle cose maledette

ogni paese ha mezzelune e croci profilate nei cieli
angusti varchi tra minareti e cupole: a quel dio
dal bellicoso cuore,  immagine degli uomini
che hanno perduto il senno

_e sono morti tutti gli ippogrifi_

Non abbiamo più scampo
in questi tempi di furore e sangue
narcotizzati come siamo, talpe
bulimiche all’ingrasso

cincischieremo ancora con le pagine
di network e affini
c’illuderemo d’essere importanti
accompagnando versi con le cetre _intanto che
le capitali degli imperi bruciano

perché siamo incapaci
di progettare mondi alternativi
al n(m)ostro vivere

 

 

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da M.A.M.

originare mondi alternativi e crederci

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Appelli elementali e megafiori

verso blu - by criBo

Affermano le cose con parole civili
che se d’aria si vive anche si muore
un colpo e via
madonnasanta in prestito sul letto
per un’avemaria di grani duri
credersi santi

_ d’acqua è la morte a barche in avaria _

le teste già cadute
d’uomini e ciclamini (come si può chiamarli ciclamini
questi elefanti rossi non si sa)
io che li amo minuscoli sotto ippocastani
e quel colore… quel… colore

basta un colpo di tosse per sfiorire
_a ciascuno il suo vaso o la sua zolla_
e andarsene è soltanto un’utopia
originali o ibridi
si perdono altri petali e si cade
però non si scompare
si scolorisce un poco     se la traccia
qualcuno avesse disegnata
con inchiostro indelebile

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Disposte in cieli bassi

Nella cantoria dei Turchini
le bambine affannavano sui mantici
le mani troppo piccole
per dare tempo al tempo
_corde vocali tra le stalattiti_
sfiatavano nel coro

                                
una pen(n)a tatuata sette volte
inverni di latino intorno ai polsi

Bach ansimava tra le canne d’organo
_spifferavano i tasti Aria ingiallita_
sotto le arcate fittili
madonne s’affacciavano ai soffitti
e santi dalla testa reclinata
assorti sopra un teschio e una candela
non vedevano i piccoli dolori
farsi preghiera
e le bambine spegnersi nei marmi
perse negli arabeschi dei mosaici

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da M.A.M.

È altra cosa

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Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 19.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 7 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Cambio di scena

 

ri-velazioni -by criBo

 

trascorsero stagioni
s’aprirono e si chiusero finestre
attori senza luci di ribalta
vivi di sola voce

si vegliava
chi da una parte trattenendo il fiato
chi declamando a vivavoce

terminate le repliche, il sipario
calava sul negozio di giocattoli
_la dama se ne stava da una parte_
il soldatino con la baionetta
puntava già una bambola di carta
per una nuova recita a soggetto

tra le quinte
la ballerina un po’ immalinconita
osserva il duettare
poi se ne va
portata via dal tempo che reclama
e sta scrivendo l’ultima battuta
prima che la commedia sia finita

 

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Penelope stanca di t’essere

balaustra sull'irreale - by criBo

 

Vorrebbe abbandonare trama e ordito
allontanarsi dall’intreccio
perdere il filo del discorso _subbio e liccio _
salvarsi dal ribattere del pettine
le scie di sottintesi
e diventare quasi evanescente

esserci o no

a volte come estranea
nell’ascoltarsi dire e dubitare
d’avere detto ciò che andava detto
_aumenta la distanza_
tra chi recita un mantra e chi non sente
chi la vorrebbe solo un io narrante

la si scontorna giorno dopo giorno
le si perdona d’essere presente
le si perdona d’essere mancante.

Invece lei
vorrebbe accantonare la matassa
e starsene accucciata ad aspettare
sotto la balconata dei ricordi _un filo d’oro
che termini la tela_

                                    

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giovedì da MAM

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Stralcio

la macchia rossa - by criBo

 

c’è un semaforo piccolo da tavolo
tra i suoi pensieri e i miei col rosso fisso

quando chiude la luna nei cassetti
e vive in me la sua controfigura
pipistrello d’argento
si aggrappa ai miei capelli alle mie braccia
nel raccattare sillabe di quella stessa voce
respirata nell’attimo che accade
tutta l’ubriacatura del pianeta
le risate diventano un diaframma
tra donnapesce e l’uomo un po’ bambino che non sa
quanto si possa scrivere d’amore  _in filigrana_
sui mille fogli che talvolta legge     ma
non prova mai a guardare controluce

 

da “L’acquiescenza delle carte” -2013

 

 

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Nota di lettura di Anna Maria Curci

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Donna chissà…

criBo -  by criBo

 

Portale un guizzo di vita
una lama diretta nel centro
a infilzarle pensieri
oppure a mormorii
di sé precipitando che le strappa
il vestito
il chiaro-luna pelle
l’ansimo di un’ora resa insolita
se ti trema la voce
poi non chiudere a sassi l’apertura
non trafiggerne l’ombra.

le mani te le rendo
non sono indispensabili al morire

da Metà del silenzio (p.21)

 

 

 

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da M.A.M.

Sull’entropia d’un trittico

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“Metà del silenzio” di Cristina Bove – Ebook e Pagine: Ci siamo regalati un regalo, e Voi?

Avatar di pibukPiBuk

cover metà silenzio blu -  by cribo originale 1

Un pomeriggio indimenticabile sulle ali di un salotto sospeso nel tempo, dove emozioni, anime, musica e parole sono volate alte, molto alte.

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Cominciò da lontano

salotto e la via lattea

 

                                                                 

Il tempo: un trampolino per il salto
una lunga caduta all’incontrario
e nel precipitare verso l’alto
volava capovolta
e invece d’atterrare attraversò
galassie e stelle

con anime faville
accesero le luci d’un salotto
che s’affacciava sopra la via lattea
_in un abbraccio ch’era sospensione_
un ritrovarsi nell’immenso

la musica diceva
il coro delle voci accompagnava
e per un po’
fu il cielo a soggiornare nella stanza

                                                

                                  

 

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Di genere

maternità giardino oro copia

                                   
*Abbiamo un modo così particolare
di scriverci la vita addosso
certificati d’esistenza in cui pezzi mancanti
più o meno visibili
ci sottraggono peso (dimagrimento garantito)
ci squalificano fino a dimostrare
che non siamo più stelle dipinte belle
ma
in quel pugno di niente
e ci si trova un giorno in disavanzi
cambiate fuori e frammentate dentro

*in quel vuoto che ci faceva donne sconsolate
_ si vive per i figli e per mille altre ragioni_
cicatrici ipertrofiche a ricordo
il corpo in astinenza d’emozioni
la giovinezza estinta prima che fosse tempo
io scrivo donna
senza cancellature o pentimenti
in lingua femmina
(di maschi è stato scritto per i secoli)
e mi dichiaro fiera
per quanto mi si dica circoscritta
di tanta mia esistenza al femminile

*e sul finire parlo anche in dialetto
recupero i miei geni primordiali
sono che siamo tutte _amate o meno_
rivendico il diritto
a proclamare un cuore poliglotta, uno straniero
che per farsi capire anche dagli uomini
figli fratelli padri amici amanti
dialoga e gesticola più forte

                              

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Passaggio

s-Natale - by criBo

nel silenzio di bocche spalancate
il grido è un pomeriggio di scorie
e rimasugli d’aria
__________________ salta la rana salta
sono cose così che vengono alla mente
senza nessun determinato intento
un sosia da cinque passi indietro
me
che stendo sul tavolo la luna
e rigoverno piatti
_________________________l’altra sera
ch’era
o non era ancora
primavera
però seguivano la banda
quelli del paese
____________nemmeno fosse il mio paese
un po’ più a nord c’è l’infiorata
io me ne infischio
sinceramente avrei detto me ne…
ma sono
o meglio dicono che sono
una signora
e allora
sinceramente me ne invischio
e turbino
_________________con i miei pochi scintillii
:::::::non riverberi:::::::no
non s’han da dire

incipriata nei trapassati semplici
congiuntivi imperfetti e transiti vietati
ai non addetti ai favori.

 

 Poetarum silva  /04/08/2011 
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