I giardini della memoriahanno camminamenti di sassi e croci
rifioriscono in coro
o muoiono in silenzio
assisto
da panchine deserte
all’inversione non concessa
solo postfazioni di minuti
all’inquieto vivere
mi pettino di mille capogiri
a braccia alzate
trattini in successione
ridisegno una voce sulle labbra
cortili ciechi
eppure
un soffio di malinconia da flauto
mi accarezza la fronte.

























