Stravaganze di umani replicanti

telomerasi - -by criBo

Noi che nasciamo inermi
e moriremo santi od assassini
dando alla pietra l’ultima parola
sorpresi dall’esistere
inventori di nomi e Soli soli
saremo stati meri donatori
di cromosomi e geni incontrollati
piccoli Dei limitrofi a sé stessi

c’era una volta un chi
poi fu nessuno
_il paradosso intrinseco al non dato_
il genius loci dell’inesistenza
eppure siamo
conficcati nel cuore dell’argilla

                             

                                                            

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Apoplessia della dialettica

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Il vento e la candela

candela e soffione - by criBo

un sentiero di passi tra le spighe
_l’ho attraversato senza far rumore_
rediviva alla falce e alle tragedie
vivo lontana dalla folla, ma
circondata dal mondo e dal suo inferno
un coro di lapilli nella fiamma
_non c’è pianto di cielo che la spenga_
gli smemorati dei
giocano a pettinare manichini
indifferenti alla moria degli uomini

come soffione senza le radici
_pare che sia volare ma è un inganno_
siamo soltanto fiati
dispersi nel ciclone che nulla aggiunge al tempo
né ci risparmia dalla dispersione

 

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La superficie è limite

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Dalle vezzose stalle

nu écrite - by criBo

 

Ippograficamente a cinque selle
la T opzionale
quelli che
sempre manca da te ma da noi c’è
trovi se cerchi
oppure se rettangoli
_merce nari d’élite_
il tanfo assale ruote di corretto

in censi altolocati danno incensi
il danno è riservato ai portatori
di lettere sconfesse
_salvo copiare il plot_
loro che sanno bene l‘oro
le miniere le cave ed i caveaux

breve consideratio:
gli opinionisti font toujours leurs jeux
loro ti suggeriscono il menù
_l’ultima ratio_
per foraggiare illustri ed inviare
innominati a farsi rosolare
alle cinque di sera
ora del the
del te l‘ho detto e se
nei minimi dettàmi
cancellano con arte scolorina
i glifi e gli ippogrifi
_roba da irregolari e sognatori_
indifferenti ad ogni novità
portano l’acqua a chi non ha più sete
il fieno a…

 

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Cifre, perimetri e nonsensi

orli di luce - by criBo

Sapersi fingere giocosi quando
in fase inarrestabile di sgombero
quello che fa d’appiglio è un filo liso
ci si contrae nel minimo ufficioso
_modalità analgesiche_
continue scivolate senza
maniglioni antipanico

cercare nei sapori tempi andati
ritrovarli sbiaditi
come le foto color seppia
dai bordi frastagliati _il tempo stinge
mentre sottrae da numeri incostanti
massimi divisori
moltiplicando parallele
di spazi sempre più ridotti
minimi

le date hanno sfiorato l’impensabile
malgrado segni di manomissione
invasioni metalliche
e vince il premio alla memoria:
un foglio
di comuni accezioni
_il plusvalore aggiunto dai restanti_
ammesso che
giunti all’estrema confusione
tra numeri e magia
credano che le mappe di una vita
si possano tracciare
negli orli delle nuvole

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Per quanto sia splendore

luminosita 2 -by criBo

 

il raggio ha la sua fine
quando si chiude il cerchio
e le visioni
di un mondo taciturno avranno senso
in un altro sapere d’universo
e noi faville
accese e spente in un perenne incendio
sapremo che la fiamma
è il sogno della brace
rimasto nella cenere

 

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Epilogo

ri-velazioni -by criBo

 

Veniva dagli addii cifrati
da pregresse inquietudini
recava un vaso d’ombra
colmo di voci e giochi ritrovati
_c’era nel buio qualcosa che fioriva_
in un chiarore eccentrico
nessuna competenza di se stessa
improvvisava
nella scenografia da replicante
fino ai saluti in titoli di coda

si rideva alle burle della vita
degli amori ridotti al lumicino
e si finiva col dimenticare

 

 

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Presentazione “Una per mille”

Fotocronaca della presentazione del romanzo autobiografico di Cristina Bove “Una per mille”, FusibiliaLibri 2016, con nota introduttiva di Franco Romanò.
A discuterne con l’attento pubblico, Teodosio Orlando, prof. di Filosofia e Storia al Liceo Classico Alighieri di Roma, e il prof. Eugenio Bartolini, prof. di Lettere e Latino al Liceo Scientifico di Anzio. Ha condotto con grande empatia Anna Maria Curci, e con altrettanta empatia Laura Vazzana ha dato voce alle due Lei narranti (anzi, tre) del libro restituendo al lettore (auditore, in questo caso) con tono misurato, la tensione emotiva che Cristina Bove tanto mirabilmente ha trasfuso nel libro. Presenti gli editori Dona Amati e Ugo Magnanti.

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il mio romanzo

 


“Una per mille”
sarà presentato a Roma
il 12 marzo 2017 alle ore 17.00
al “Villaggio Cultura – Pentatonic”
viale Oscar Sinigaglia 18 (Laurentina)

Info: tel. 3460882439.
www.fusibilia.it
http://www.villaggiocultura.it/

 

                                                                                                                             
Nell’ambito della rassegna “Incontro con l’autore”, presentazione di Una per mille, romanzo di Cristina Bove, FusibiliaLibri 2016. Interverranno Teodosio Orlando, docente di Filosofia, ed Eugenio Bartolini, docente di Letteratura. Letture dal libro di Laura Vazzana. Condurrà l’incontro Anna Maria Curci.

UNA PER MILLE, con una nota introduttiva del poeta, scrittore e critico letterario Franco Romanò, è un denso romanzo autobiografico che si affida ad una narrazione caleidoscopica del mondo delle forme, reali e spirituali, attraverso una scrittura mirabilmente calibrata.

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Ditteri cocchieri

verso una nuova era - by criBo

Le sembra una trovata eccentrica
dirsi in terza persona singolare
mentre s’appressa al centro di raccolta

osserva da lontano
le pluriocchiute facce uscire dalle porte
in attesa che s’aprano portoni
_conoscono gli spazi e i tempi giusti_
per saltare sul carro dei vincenti

nelle livree d’assalto
provarono a sellare gli ippogrifi
_il senno perso non fu ritrovato_
e quando
disarcionati dalla nullità
caddero infine
furono segni sempre più sbiaditi
nel sottoscala della sua memoria

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Gusci, stagioni, avversità apparenti

2013-10-12-12-45-01

 

nel suono di scirocco
l’affaccio sull’estate
_ci si ricorda delle madrinuvole_
nei temporali dalla chiome grigie
schiocchi di lampi sull’asfalto
e si procede in braille
digitando la vita sui mattoni

chissà se in qualche luogo oltremondano
si aspetta l’insolvenza degli eventi
_il dopotutto_
il giungere sapiente o il finire coatto

forse non basta muoversi di lato
sguardarsi dagli specchi
_i volti nudi e i corpi_
per finire d’inverno
forse si muore solo per provare
come si nasce e si rinasce _vecchi_

 

 

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Dalle terre di mezzo

y cassiopeiae

Noi di giornate brevi
scanditi in giravolte di clessidra
sabbia tra vuoto e pieno
noi dalla parte oscura della silice
imprigionati dalle trasparenze
presi dall’infinito _e non capirlo_
cerchiamo il nesso nella congiunzione
il punto in cui la luce è prigioniera
ed ogni stella ridiventa nova

noi che sembriamo interi
siamo la doppia identità dei vivi
_ai morti è dato un cuore di cristallo_
nascemmo dalle pietre
ma una lama di sole ci trafigge
mentre nell’ombra frantumata al suolo
ci sparpagliamo in nugoli di nomi
e tuttavia
di mille luci popoliamo il cielo

 

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Idrogeologica

barca-2-by-cribo

Arrotondare per diletto
linee di contraffatte asperità
disporle alle dogane portuali
degli addetti ai favori

io mi diressi al largo _essendo goccia
acqua nell’acqua mi divenni mare_
ignota alle cartografie sillabiche
apparsa come un’isola ferdinandea
fulmineamente emersa e risommersa

 

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Di tarature e cavità sommerse

cestino - by criBo

 

Da quando scrivo ho cestinato il mondo
e mi nascondo qui per scomparire
come un bambino che si copre gli occhi

ho scritto cose già contaminate
le sedie sono vuote
_ la presenza è un referto d’attenzione_
devo imparare l‘arte del non dire
vissi
nella perfetta lingua del nonsenso
pensando che si è buchi di ciambelle
_coperte d’entusiasmo: adipe e affini_

io sono qui
tragitto d’aria e metri cubi di…

mi lascio sola
prima che il mondo mi separi da…

 

 

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Precipizio di transito

senza-paradiso-by-crbo

T’invito a scendere
dove non sei mai stato
nel buio delle invenzioni _diaboliche e divine_
dove i ladri saccheggiano pianeti
s’invertono figure in occhi a perdere
_la temi già quella discesa agli inferi_
e tuttavia saprai che risalire
sarà un’arrampicata su pareti

ti troverai nascosto sotto i cieli
penserai maggio e fiori
mentre l’inverno ghiaccia sui gradini
: il fuoco è un falso storico
_dai tempi di Prometeo è sempre fatuo_
tu solitario come un sole estinto
sarai la cavità incolmabile d’un dio
perso nelle sue stelle
ignaro di cunicoli e di scale

essere umani è stare sempre in bilico
senza ringhiere e senza corrimani
allucinati da visioni futili
_ paradisi che aspettano inquietanti_
destinati a portoni e pianerottoli

perciò t’invito a scendere dove non sei mai stato
per farti ritrovare il senso illogico
la sarabanda di speranze inutili
la fede che per vivere
si deve anche morire

 

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Sentiero d’alghe

Ho preparato la mia barca in questa vita d’àncora cullata dalle laminarie. La vela s’è adagiata sopra il trasto procellarie mi fanno compagnia. C’era una meta e l’ho dimenticata a Camelot ma forse …

Sorgente: Sentiero d’alghe

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Quelli che

per sentito dire dicono dicono dicono mille formiche nelle orecchie mentre rifanno i conti prima di spiaccicare una ciliegia bacio stanno serrando i polsi alla svanita della casa color zafferano ch…

Sorgente: Quelli che

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