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Author Archives: cristina bove
Nel fondaco di via S.Gregorio Armeno
Sotto le case di ringhiera la porta nera della casastalla nera come i cavalli col pennacchio e nero il cocchio versione funeraria della zucca lanterne affumicate e croci d’oro il tiro a quattro per i morti ricchi nell’ombra una … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato amichetta, bancarelle, cavalli, finestra, frontone, lanterne, mercato, mezzaluna, mondo, nonna, panni, pennacchio, porta nera, ringhiera, scalettta, scuola, sole, stalla, tiro a quattro
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Come la resurrezione delle uova di cioccolato
Saremo riciclati in tavolette supine negli orti il nome in spifferi di polvere _eravamo soggetti a regole genetiche_ ed una volta nati coperto il contenuto considerammo solo l’apparenza l’abito che fa il monaco finché il rivestimento si assottiglia e il … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono
Contrassegnato abito, Alchimia, apparenza, cioccolato, cuscini, dio, monaco, raso, regole, riciclo, segreto, stelle, tavolette
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Non posso essere la timida viola e nemmeno lo voglio
Perché la vita è un grido e non va proprio non va starsene come mosche su vetri ad aspettare che finisca il giorno. è necessario un ululato per non sentirmi solo un tubo vuoto dalla bocca a… non ho sapienza … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie della disperazione, poesie della rivolta
Contrassegnato bambini, dame, favole, grido, guitti, malfattori, mistica, mosche, nuvole, orfana, organi, pedofili, pietre, sangue, sapienza, storia, strafottenza, ululato, uragano, vetri, vita
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La serra di Penelope
tesse il filo spinato brava donna che lavora ai ferri_corti fa maglie di grovigli ai mendicanti reti di rovi per giardini esposti al maestrale nottetempo sferruzza rimasugli di ricordi _ne ha le mani ferite, il cuore un po’ di più_ … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato ferri corti, filo spinato, giardini, lame, maestrale, mendicanti, paradossi, ricordi, spine, srte
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Estetica e funzione
i numeri tracciati col carbone sulle case di fango del Ruanda i numeri incisi sulle targhe patinate di residenze e ville di città hanno lo stesso compito: segnalare ai presenti che si sta contrassegnati a vita nell’alfabeto metamatematico di varia … Continua a leggere
L’arte di arrancare
Un po’ si avanza un po’ si retrocede si va presupponendo che la strada conduca a premi vari e cotillons (danse macabre) ci fa paura questa ressa c’eravamo una volta e adesso fragili non possiamo adeguarci alle vittorie per piccole … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato alberi, avanzare, bellezza, cieli, cotillons, danse macabre, ladri, malinconia, margini, nuvole, pali, passo, piedi, premi, ressa, retrocedere, tapis roulant, vittorie
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Analogie da non saper che farsene
Mi sembra di stare sulla riva di me stessa a pescare frammenti di coscienza con la pazienza tipica dei vivi quando abboccano li guardo mentre si dibattono prima d’essere fritti sulla carta ne attraggo sempre meno seduta mentre passano veloci … Continua a leggere
La spiaggia oltre il cancello
passavano dei treni sulla strada ferrata che dal porto giungeva alla periferia di Napoli tra il rimessaggio delle barche e il muro dietro il collegio delle suore cordami e reti stese ad asciugare alghe intrecciate ai legni insugheriti noi … Continua a leggere
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Contrassegnato battigia, binari, ciottoli, mare, napoli, passaggio a livello, porto, rena, reti, strasa ferrata, tasche, tesori, treni
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Coriandoli e misteri
vedo bambini ovunque sono nascosti bene sotto vestiti adulti, tuttavia si affacciano dagli occhi _càpita soprattutto ai vecchi_ ad osservarli affiorano nei gesti come se rughe e macchie delle mani dicessero bugie come se mai li avessero lasciati i giochi … Continua a leggere
sembra così lontana la parola
così priva di senso per chi non trova appigli _si sta che tutto ruota intorno_ dire nel giro che inginocchia il cuore anima taciturna nel ciclone il centro è un falso punto di salvezza nel riportare cose che si sanno … Continua a leggere
Qui dove il tempo è solo una cornice
siamo il ritratto sotto velatura che va sparendo dalla tela l’esilio dei colori a trama rada una passata d’acqua _l’amoramaro che sbiadisce gli occhi _ dipingemmo di sogni autoestinguenti una città di idranti inutili se già ci piove il … Continua a leggere
Addio a Gabriele La Porta
grazie come allora, Professore, dell’immenso dono di aver ospitato e letto la mia poesia
Pubblicato in Gabriele La Porta, poesie
Contrassegnato Gabriele La Porta, lettura, magia, notte, poesia
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Lettera al buio
ti scrivo mentre sono ancora viva _dopo non so se mi sarà possibile_ non ti faccio le solite domande ormai lo so che non rispondi mai stai sulle tue hai tutti gli avvocati difensori intonacati d’oro garanti delle guerre e … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono, poesie della confusione
Contrassegnato anagramma, avvocati difensori, bambini, cervello, domande, donna, figli, gabbia, guerra, lettera, mela, morte, profitti, uomo, viso, vita
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Il pesce luna
Si dibatte ma non lo dà a vedere ha perso il cielo e le costellazioni sta con le squame di ciniglia in extralarge tuta comprata online sta tentando di dare un po’ di lucido alla sua gravità solenne pesce guappo … Continua a leggere
Pubblicato in poesia umoristica, poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato boccia, cielo, ciniglia, costellazioni, gravità, guappo, lucido, online, pesce luna, squame, stanza, tuta
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L‘uomo del carbone
aveva solo gli occhi il resto era più nero della grotta in cui pesava carbonella e trucioli ne aveva un po’ paura la bambina aggrappata alla gonna di sua nonna _sarebbero venute dal passato ombre più dense_ e non sapeva … Continua a leggere
Cognizione postuma
Lo sapeva che per essere viva confondeva le ombre alla finestra _amava l’accensione controvento_ faceva finta che si fosse insieme ma era sola e non come si è soli tra la folla era la folla stessa attraversata da una voce … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono
Contrassegnato accensione, crepe, finestra, folla, muro, ombre, solitudine, tempo, voce
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Alla periferia di noi
siamo i bambini usciti per giocare e non tornati più da quel cortile bambole e costruzioni il frammento di muro usato come gesso si disegnava la campana e i numeri erano come gli occhi della vita tenuta stretta per non … Continua a leggere
Vado a comprare le sigarette
disse lasciandosi da sola sulla porta esco e ritorno subito però abbandonò le cose trattenute le misure superflue i versi obesi e se ne andò giuliva oca presunta in volo, ma toccare il suolo col didietro è conseguenza logica quando … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato caramelle, cielo, conseguenza logica, fantasmi, nonna, oca, presepi, quaderni, san biagio dei librai, san gregorio armeno, sigarette, spaccanapoli, tabaccheria
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Radici
cristina piccola Mio padre si sposò perché tra le macerie nel dopoguerra dei sopravvissuti ebbe voglia di vivere la vita come nei film di allora poi se ne andò perché nessuno gl’insegnò l’amore e ci lasciò mia madre e noi … Continua a leggere
Sparecchio
Non voglio vedere altro che le bucce di arance e mandarini nel piatto a fine pranzo il resto, prima e dopo, è un filo che non cuce i lembi del mio mare se volete sedere alla mia favola sappiate … Continua a leggere
