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Category Archives: poesie
Estetica e funzione
i numeri tracciati col carbone sulle case di fango del Ruanda i numeri incisi sulle targhe patinate di residenze e ville di città hanno lo stesso compito: segnalare ai presenti che si sta contrassegnati a vita nell’alfabeto metamatematico di varia … Continua a leggere
L’arte di arrancare
Un po’ si avanza un po’ si retrocede si va presupponendo che la strada conduca a premi vari e cotillons (danse macabre) ci fa paura questa ressa c’eravamo una volta e adesso fragili non possiamo adeguarci alle vittorie per piccole … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato alberi, avanzare, bellezza, cieli, cotillons, danse macabre, ladri, malinconia, margini, nuvole, pali, passo, piedi, premi, ressa, retrocedere, tapis roulant, vittorie
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Analogie da non saper che farsene
Mi sembra di stare sulla riva di me stessa a pescare frammenti di coscienza con la pazienza tipica dei vivi quando abboccano li guardo mentre si dibattono prima d’essere fritti sulla carta ne attraggo sempre meno seduta mentre passano veloci … Continua a leggere
La spiaggia oltre il cancello
passavano dei treni sulla strada ferrata che dal porto giungeva alla periferia di Napoli tra il rimessaggio delle barche e il muro dietro il collegio delle suore cordami e reti stese ad asciugare alghe intrecciate ai legni insugheriti noi … Continua a leggere
Pubblicato in poesie
Contrassegnato battigia, binari, ciottoli, mare, napoli, passaggio a livello, porto, rena, reti, strasa ferrata, tasche, tesori, treni
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Coriandoli e misteri
vedo bambini ovunque sono nascosti bene sotto vestiti adulti, tuttavia si affacciano dagli occhi _càpita soprattutto ai vecchi_ ad osservarli affiorano nei gesti come se rughe e macchie delle mani dicessero bugie come se mai li avessero lasciati i giochi … Continua a leggere
sembra così lontana la parola
così priva di senso per chi non trova appigli _si sta che tutto ruota intorno_ dire nel giro che inginocchia il cuore anima taciturna nel ciclone il centro è un falso punto di salvezza nel riportare cose che si sanno … Continua a leggere
Qui dove il tempo è solo una cornice
siamo il ritratto sotto velatura che va sparendo dalla tela l’esilio dei colori a trama rada una passata d’acqua _l’amoramaro che sbiadisce gli occhi _ dipingemmo di sogni autoestinguenti una città di idranti inutili se già ci piove il … Continua a leggere
Addio a Gabriele La Porta
grazie come allora, Professore, dell’immenso dono di aver ospitato e letto la mia poesia
Pubblicato in Gabriele La Porta, poesie
Contrassegnato Gabriele La Porta, lettura, magia, notte, poesia
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Lettera al buio
ti scrivo mentre sono ancora viva _dopo non so se mi sarà possibile_ non ti faccio le solite domande ormai lo so che non rispondi mai stai sulle tue hai tutti gli avvocati difensori intonacati d’oro garanti delle guerre e … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono, poesie della confusione
Contrassegnato anagramma, avvocati difensori, bambini, cervello, domande, donna, figli, gabbia, guerra, lettera, mela, morte, profitti, uomo, viso, vita
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Il pesce luna
Si dibatte ma non lo dà a vedere ha perso il cielo e le costellazioni sta con le squame di ciniglia in extralarge tuta comprata online sta tentando di dare un po’ di lucido alla sua gravità solenne pesce guappo … Continua a leggere
Pubblicato in poesia umoristica, poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato boccia, cielo, ciniglia, costellazioni, gravità, guappo, lucido, online, pesce luna, squame, stanza, tuta
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L‘uomo del carbone
aveva solo gli occhi il resto era più nero della grotta in cui pesava carbonella e trucioli ne aveva un po’ paura la bambina aggrappata alla gonna di sua nonna _sarebbero venute dal passato ombre più dense_ e non sapeva … Continua a leggere
Cognizione postuma
Lo sapeva che per essere viva confondeva le ombre alla finestra _amava l’accensione controvento_ faceva finta che si fosse insieme ma era sola e non come si è soli tra la folla era la folla stessa attraversata da una voce … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie del silenzio, poesie dell'abbandono
Contrassegnato accensione, crepe, finestra, folla, muro, ombre, solitudine, tempo, voce
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Alla periferia di noi
siamo i bambini usciti per giocare e non tornati più da quel cortile bambole e costruzioni il frammento di muro usato come gesso si disegnava la campana e i numeri erano come gli occhi della vita tenuta stretta per non … Continua a leggere
Vado a comprare le sigarette
disse lasciandosi da sola sulla porta esco e ritorno subito però abbandonò le cose trattenute le misure superflue i versi obesi e se ne andò giuliva oca presunta in volo, ma toccare il suolo col didietro è conseguenza logica quando … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato caramelle, cielo, conseguenza logica, fantasmi, nonna, oca, presepi, quaderni, san biagio dei librai, san gregorio armeno, sigarette, spaccanapoli, tabaccheria
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Radici
cristina piccola Mio padre si sposò perché tra le macerie nel dopoguerra dei sopravvissuti ebbe voglia di vivere la vita come nei film di allora poi se ne andò perché nessuno gl’insegnò l’amore e ci lasciò mia madre e noi … Continua a leggere
Sparecchio
Non voglio vedere altro che le bucce di arance e mandarini nel piatto a fine pranzo il resto, prima e dopo, è un filo che non cuce i lembi del mio mare se volete sedere alla mia favola sappiate … Continua a leggere
Favola capovolta e oscuri indizi
Il re dei vagabondi s’aggira sul confine della notte in cerca delle lune sui cuscini aspetta che la donna appisolata stanca di mille vite dimentichi l’azzurro latitante e accolga il nero mentre nel gelo ardente i testimoni carichi di pendenze … Continua a leggere
Pubblicato in poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato camera ardente, cuscini, donna addormentata, lune, magistrati, nero, principe, re, tesrimoni, vagabondi
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La torre di bovele
Fuori dicono il mondo in mille lingue vorrei capirle tutte ma sono analfabeta traduco la ragione in segni futili così mi defenestro in piccoli suicidi quotidiani e mi vengo a mancare pezzo a pezzo
Pubblicato in poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono
Contrassegnato analfabeta, defenestrare, lingua, mancare, mondo, pezzo, quotodiani, ragioni, suicidi
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Variabili di stormo
Dunque _qualcuno parlava dalla crepa _ è un muro molle ma pur sempre muro il sacco materiale che ti avvolge e l’ombra che s’adatta alle pareti quasi una moltitudine di storni dunque _la voce è appena … Continua a leggere
A ciascuno le lische di battaglia
il mago ha due bacchette per il riso mago cinese cucina il pescepalla _fu comprato al mercato delle spine_ in fondo al pozzo dei nondesideri il mago sa che per morire si deve essere vivi (mago lapalissiano) e dopo … Continua a leggere
