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Category Archives: CriBo
Sei rotelle e una borsa a tracolla
Usa la terza persona _lei lui o…_ anche l’impersonale da dirsi come se si fosse tutti qui su questa pagina, ma è lei che spinge il carrellino al supermarket : al banco delle arance scelgono tutti le migliori sicché merce … Continua a leggere
Resa dei vinti
La dimora dell’aquila non è nido da quattro piume e un accenno di letto nella nebbia a strapiombo. Se qualcuno la scopre __l’aquila bianca in una stretta d’ali__ plana in discesa senza fare un verso. Guarda levarsi in fiocchi un … Continua a leggere
Futuro contestuale
quando anch’io sarò in grado di optare tra risposte dovute e spiegazioni avrò finito l’opera e sarò poco più d’una arancia o un dattero di palma se dovessimo spostarci a sud comunque non potrò formulare altre domande _libertà dallo … Continua a leggere
S’adattano i fogli alle distanze
Aveva comprato biscotti e cartavetro i primi per un bacio di vaniglia l’altra per fare scudo a un grembo soffice Un saluto nell’angolo a sinistra il fuoco spento dicerie da perfetti gentiluomini sgranellare di risa e tutto quel convoglio controseno … Continua a leggere
I corpi non s’incontrano al bar
Se potesse fermarsi ad aspettare per riprendere a vivere più tardi saprebbe collocarsi nel momento che se ne sta in disparte un lume associa le fotografie leviga visi d’ombra _si può vivere d’arte e d’altra vita_ quella che non sarebbe … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie
Contrassegnato arzigogoli, dislivelli, edera, fiato, fotografia, lume, ombra, orfani, visi
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Dagli antefatti all’ora ics
un riassuntivo scritto segnatempo di favole imbandite _alla destra del padre un figlio solo_ alla sinistra tutti gli innocenti caduti sopra i campi di battaglia dell’amore romantico malati di viole e gigli rossi infettati dal virus della felicità _un espediente … Continua a leggere
Incompiuta
i contorni prima d’essere limiti sono cavità madri poi diventano moire e ci espellono nel frattempo ci siamo fatti un io palliativo ____________ quiddità variabile estroflesso inizio di virgola protratto per questioni di tempo menti adeguate agli orologi erano meridiane … Continua a leggere
ES_presso SÉ
microscopico al centro della pietra un seme di matrioska l’io che non sa _ma sa_ che tutto intorno esiste per finire l‘io generato al buio dell’innocenza che concepisce il bene e il male e s’arrovella sulla cose instabili per inventarsi luoghi … Continua a leggere
Terapia estensiva
Dalle serate ricadenti come cortine damascate il dialogare umano messo in scena mimetizzato da una parte dall’altra evidenziato il gesto ricorrente antico e nuovo. Nemmeno mi facevo seria tanto da ipotizzare ciò ch’era disgiunto _le carezze di vetro lungo i … Continua a leggere
Prima che notte ci separi
L’alba è un tranello in cielo si fa giorno sui fuochi d’artificio sulle questioni mai risolte tra la vita e la morte segnalazioni equivoche portano i corpi a dichiararsi arresi :noi che ci amammo quando dell’amore non sapevamo niente _appena … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie
Contrassegnato amore, conoscenza, fuochi d'artificio, memoria, risveglio, sogni, sveamenti, tranello
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Interlinee
senza cornici esposte negli spazi delle trame le scritture invisibili non prevedono salmi per violini o versi mammole tendono le imboscate alle parole sconfinano dai quadri belle époque dimostrano sui muri e sulle strade equazioni cruente: in segni ripidi nascosti nel … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene, poesie dell'abbandono
Contrassegnato acheronte, belle époque, calore, cobalto, cornici, il tempo, imboscate, lampade, mammole, obolo, parole, porta, Scrittura, strade, violini
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Stati
Principalmente faccio finta d’interessarmi a tutto quanto, ma al posto mio c’è un ologramma: se dovessi piacervi ditelo pure al sostituto _io latito_ Benché non sia di pubblico dominio adotto sempre una controfigura vestita come si confà vecchiasignora proprio perché … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie
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Equilibrismi
ad aggrapparsi quando le mani di bambina non stringono a sufficienza il vuoto e la sua vita è già racconto la donna stringe un fondo di giornata con lo stupore di chi sta cadendo dal basso verso l’alto e scorre il … Continua a leggere
Docenti e discenti
Avete bisogno di voi stessi non di me _disse il maestro_ e della libertà da ogni catena attenti sempre alle mistificazioni la critica vi assista e v’impedisca di cadere in trappola _a cominciare dagli assolutismi_ siate la vostra religione … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie
Contrassegnato catene, discenti, illusioni, mistificazioni, particelle, quanti, rassegnazione, sacralità, scuola, spettatori, trappola, voi stessi
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Essere esseri
Si nasce innocenti si diventa colpevoli vivendo prigionieri tutti della terra dai primordi alle giungle di cemento esposti alle catastrofi costretti a ripararsi da ogni male prede dei propri impulsi vessati dal potere dei più forti non si nasce malvagi … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono, poesie della confusione, poesie della disperazione
Contrassegnato catastrofi, cemento, condanna, fine, grande zero, implosione, impostura, inferni, innocenza, male, paradisi, potere, sacro e profano, vacuità, vita
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Dagli abbaini al sottosuolo
Dire luna come verità dimezzata nel silenzio di prova declinante fasi e frasi luna come viola del pensiero minuscolo chiarore tra le pagine d’un libro abbandonato lo troveranno nel solaio della casa tra i tetti :la città rinasceva … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie
Contrassegnato manoscritto, pagine, Partenopre, sienzio, testamenti, verità, vioa de pensiero, vucano
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Messe in scena
Mi distanzio da sotto il mio balcone mi faccio uno sberleffo e giù il cappello m’inchino all’ovvietà _la piuma cade ai piedi di Cyrano_ ai sensi della legge la risposta è ancora una domanda d’altronde non ho più necessità d’essere … Continua a leggere
Se perfino il telefono…
È uno scompenso tra mattina e sera questa voce che vive nei miei panni e che non vuole smettere dice che sono storia tramandata benché mi rida addosso dipinta sulla bocca una tristezza scritta col rossetto un’eco dai soppalchi alle … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie da non saper che farsene
Contrassegnato bolle d'acqua, cantine, detriti, livrea, rossetto, soppalchi, storia, telefono
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Inerme alla Medusa
Il sortilegio il fuoco dei miei occhi quando c’era scritto il tuo nome dentro _si stupivano i fermi delle porte_ e tu pensavi fosse già finito l‘attimo consenziente ti liberavi dalle coordinate con il respiro corto forse pensavi che ti … Continua a leggere
Pubblicato in CriBo, poesie, poesie dell'abbandono
Contrassegnato donna, fuoco, gorgone, medusa, muschi, occhi, pietra, prigione, rovi, sortilegio, specchio
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