Stralcio

la macchia rossa - by criBo

 

c’è un semaforo piccolo da tavolo
tra i suoi pensieri e i miei col rosso fisso

quando chiude la luna nei cassetti
e vive in me la sua controfigura
pipistrello d’argento
si aggrappa ai miei capelli alle mie braccia
nel raccattare sillabe di quella stessa voce
respirata nell’attimo che accade
tutta l’ubriacatura del pianeta
le risate diventano un diaframma
tra donnapesce e l’uomo un po’ bambino che non sa
quanto si possa scrivere d’amore  _in filigrana_
sui mille fogli che talvolta legge     ma
non prova mai a guardare controluce

 

da “L’acquiescenza delle carte” -2013

 

 

Pubblicato in CriBo, poesie, riproposte | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Nota di lettura di Anna Maria Curci

Pubblicato in Anna Maria Curci, Metà del silenzio, poetarum silva | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Donna chissà…

criBo -  by criBo

 

Portale un guizzo di vita
una lama diretta nel centro
a infilzarle pensieri
oppure a mormorii
di sé precipitando che le strappa
il vestito
il chiaro-luna pelle
l’ansimo di un’ora resa insolita
se ti trema la voce
poi non chiudere a sassi l’apertura
non trafiggerne l’ombra.

le mani te le rendo
non sono indispensabili al morire

da Metà del silenzio (p.21)

 

 

 

Pubblicato in CriBo, Metà del silenzio, PiBuk, poesie | 4 commenti

da M.A.M.

Sull’entropia d’un trittico

Pubblicato in mam, riproposte, un blog fantastico | Lascia un commento

“Metà del silenzio” di Cristina Bove – Ebook e Pagine: Ci siamo regalati un regalo, e Voi?

Avatar di pibukPiBuk

cover metà silenzio blu -  by cribo originale 1

Un pomeriggio indimenticabile sulle ali di un salotto sospeso nel tempo, dove emozioni, anime, musica e parole sono volate alte, molto alte.

View original post 189 altre parole

Pubblicato in poesie | 4 commenti

Cominciò da lontano

salotto e la via lattea

 

                                                                 

Il tempo: un trampolino per il salto
una lunga caduta all’incontrario
e nel precipitare verso l’alto
volava capovolta
e invece d’atterrare attraversò
galassie e stelle

con anime faville
accesero le luci d’un salotto
che s’affacciava sopra la via lattea
_in un abbraccio ch’era sospensione_
un ritrovarsi nell’immenso

la musica diceva
il coro delle voci accompagnava
e per un po’
fu il cielo a soggiornare nella stanza

                                                

                                  

 

Pubblicato in CriBo, Metà del silenzio, PiBuk, salotto d'autore, soste | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | 19 commenti

Di genere

maternità giardino oro copia

                                   
*Abbiamo un modo così particolare
di scriverci la vita addosso
certificati d’esistenza in cui pezzi mancanti
più o meno visibili
ci sottraggono peso (dimagrimento garantito)
ci squalificano fino a dimostrare
che non siamo più stelle dipinte belle
ma
in quel pugno di niente
e ci si trova un giorno in disavanzi
cambiate fuori e frammentate dentro

*in quel vuoto che ci faceva donne sconsolate
_ si vive per i figli e per mille altre ragioni_
cicatrici ipertrofiche a ricordo
il corpo in astinenza d’emozioni
la giovinezza estinta prima che fosse tempo
io scrivo donna
senza cancellature o pentimenti
in lingua femmina
(di maschi è stato scritto per i secoli)
e mi dichiaro fiera
per quanto mi si dica circoscritta
di tanta mia esistenza al femminile

*e sul finire parlo anche in dialetto
recupero i miei geni primordiali
sono che siamo tutte _amate o meno_
rivendico il diritto
a proclamare un cuore poliglotta, uno straniero
che per farsi capire anche dagli uomini
figli fratelli padri amici amanti
dialoga e gesticola più forte

                              

Pubblicato in CriBo, poesie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | 23 commenti

Passaggio

s-Natale - by criBo

nel silenzio di bocche spalancate
il grido è un pomeriggio di scorie
e rimasugli d’aria
__________________ salta la rana salta
sono cose così che vengono alla mente
senza nessun determinato intento
un sosia da cinque passi indietro
me
che stendo sul tavolo la luna
e rigoverno piatti
_________________________l’altra sera
ch’era
o non era ancora
primavera
però seguivano la banda
quelli del paese
____________nemmeno fosse il mio paese
un po’ più a nord c’è l’infiorata
io me ne infischio
sinceramente avrei detto me ne…
ma sono
o meglio dicono che sono
una signora
e allora
sinceramente me ne invischio
e turbino
_________________con i miei pochi scintillii
:::::::non riverberi:::::::no
non s’han da dire

incipriata nei trapassati semplici
congiuntivi imperfetti e transiti vietati
ai non addetti ai favori.

 

 Poetarum silva  /04/08/2011 
Pubblicato in CriBo, poesie, poetarum silva, riproposte | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 11 commenti

All’ombra di Poussin

tendaggio blu - by criBo

_et in Arcadia ego _
si fermano i viventi
appoggiati ai pensieri d’inverno
per conoscerne il nesso
comprese le questioni escatologiche
(chi cominciò a guardare nel mistero)
e la figura
nascosta dietro i salici
donna dalle dismesse meraviglie
_non la notò il pittore_
ebbra di vita
affaticata d’innocenza

sulle ciocche innevate
d’inattesa domanda la sorprende
l’uomo che scruta il viso
in un piovasco di minuti e
ad onta della fisica
anima di respiro anche la pietra

e lei s’attarda ancora
a sorseggiare un vino blu   _la vita
ritocca il suo ritratto sottovetro
incorniciato di pareti e sera

                                   

  6 dicembre 2013 

 

Pubblicato in CriBo, poesie, riproposte | 6 commenti

da M.A.M.

Così, per non sentirsi solo terra

Pubblicato in mam, riproposte, un blog fantastico | Lascia un commento

Di chiaro

 

nuvole 3 - by criBo

In una lingua indicativa
senza bisogno di grammatica
in assenza di sillabe   _al massimo una o due_
pronunceremo il titolo del film (la nostra vita in
presa diretta) addurne scuse se
malfunzionante ogni sistema pratico
ricorriamo all’onirico
almeno avremo di che dire in blu
soffi di cielo ed altro senza segno specifico

le parole nascondono altri fini
: vorrebbero ridurci a penne e fogli
al massimo tastiere   _lo permettiamo per
sentirci vivi_
ché non ci può bastare l’effimero dei gesti
e consapevoli
d’ogni attimo che nasce
d’ogni attimo che muore
e che si accade vivi ad ogni amore
muti   _perfino un oh scandito male
può soppiantare un altro suono
solo perché all’orecchio giunge nuovo_

e ci commuove e ci dispera
l’esserci accanto e non saperci mai

 

                                      

Pubblicato in CriBo, poesie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | 15 commenti

CALENDARIO

Attraversamenti verticali - by ctiBoSi adattano
amori consumati in fretta
agli interstizi
verdi sussurri di parietaria
né mare, né sabbia,
onda di segatura,
passeri sul rigo del telegrafo in fa
diesis
ribollire di sangue le tronche
parole di miele

calendario dei giorni che non
verranno mai
promesse perfette di niente
spose d’autunno
sull’asse da stiro

officiante di sera a porte
chiuse
l’indomani dimenticata festa
scatto di serratura.
Fuori sul davanzale una
piuma.

da “Attraversamenti verticali” (ed. Il Foglio Letterario – 2009)

 

Pubblicato in CriBo, poesie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

da M.A.M.

Eutanasia del pensiero

Pubblicato in mam, riproposte, un blog fantastico | Lascia un commento

Anticipando l’ora

cancello blu - by criBo

era trascorsa tanta vita
e chi restava a completare il gioco
temendo in fondo che una storia sghemba
si rifugiasse ancora tra le pagine
s’accomodasse a un tavolo per due
vide seduta l’ombra sul punto di svanire
_una certa bellezza respirava_
sotto l’arco dei glicini

passavano dei treni
andavano a morire in lontananza
non si viaggiava più per esser vivi
si poteva restarsene al di qua
anche se diventati trasparenti
attraversati da malinconie

era trascorsa mentre
se ne stava appoggiata alla finestra
_giù nella strada la verità cadeva a non finire_
e ci si approssimava alla partenza

lo si vedeva scorrere negli occhi
come nei sottotitoli di un film
l’addio dei rassegnati
a salutare chi non può partire  _ma nemmeno restare_

                              

                                

Pubblicato in CriBo, poesie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Smemorandum

oltre la finestra - by criBo

Una buca per ore piccole
scavata con le mani, lei
ci seppellisce occhi di bambola
trucioli di falegnameria
mappe degli espropri di casa
_a Napoli o a Salerno_ gli antenati
impassibili alle furfanterie
favorivano i ladri.

La madre disse che s’invecchia quando
son gli altri ad invecchiare
quando ti guardi nello specchio e attendi
che si svolgano i fatti
i patti essendo nulli
il Poeta sapeva che dal colle
smentiva d’infinito ogni esistenza

animula vagula blandula
le colonne resistono,  i graniti,
fioriscono nei secoli sempre gli stessi acanti
gli archi danno la forma all’aria intorno
__imperatori o scalpellini__ i nomi
li polverizza il tempo
e la dimenticanza.

                            

febbraio 2012
                                     

                                                                          

Pubblicato in CriBo, riproposte | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 12 commenti

Spunti di riflessione

 

Da uno dei libri a me più cari  “L’io della mente” ((Hofstadter e Dennett  –  Adelphi) e ancora incredibilmente attuale, riprendo alcune considerazioni su argomenti che mi hanno da sempre affascinato.

È dagli albori della storia che l’essere umano si è interrogato sulla libertà di scelta e sul destino.

Ha posto le domande a teologi, filosofi, scienziati, aspettando risposte che mai sono state del tutto convincenti.

Escludendo ogni fideismo, riferendosi invece alle ultime scoperte della scienza, interroga  se stesso, perché ha intuito che non può esserci separazione tra l’Ente creatore e le sue creature.

Per dirla anche noi con Lao-Tsu, dovremmo semplicemente esistere nella naturalità delle cose, come progetti di una creazione continua ed infinita in cui siamo immersi, parte dell’Assoluto che, essendo Tutto, è anche noi.

 

C’è un interessantissimo passo in cui si parla di “sottopersone”, nel senso che ciascuno è non solo il sé del momento, ma, nell’attimo stesso,  i tanti.
Il Dio che s’ immedesima nel Mortale, l’altro da sé che è la sua parte umana, il Mortale racchiuso nel limite dello  spazio-tempo, tuttavia parte dell’illimitato che lo contiene, e, perciò stesso, infinito.

Il Mortale è ciascuno di noi senziente, consapevole di essere e di significare il proprio  esistere.

Il libero arbitrio è quindi soltanto una delle caratteristiche di Lila, il Grande Gioco. E come questo è illusorio: non nel senso che comunemente diamo a questo termine, bensì come presa di distanza da sé per ritrovarsi altro.

Quanto più il Mortale conosce del suo limite, tanto più se ne allontana.

Un gioco di specchi all’infinito, la contraddizione moltiplicata per ogni sé contiguo e percipiente, morirsi ogni attimo per viversi.

Un mondo di apparenze, questo sperimentiamo, un mondo di materia labile nella sua essenza quantica, in cui siamo pixel di luce in continuo mutare.

E riscoprirci dio.

 

Pubblicato in riflessioni | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

da M.A.M.

Erano valli – Cristina Bove

Pubblicato in In casa d'altri, mam, riproposte, un blog fantastico | Lascia un commento

su Carteggi letterari

da Natàlia Castaldi

 

carteggi letterari – poeti campani dal secondo 900 ad oggi/cristina-bove/

Pubblicato in Carteggi letterari | Contrassegnato , | Lascia un commento

Prima che sia trovato il corpo

 

il cuore a pezzi - by criBo

 

È l’acquiescenza delle cose
il velo nero a smerli ben nascosto
indice di una certa riluttanza
a mantenere l’ordine dei piedi
_scrivere calze appese ad asciugare_

tempo di mosche agli occhi
le mani le congiunsero di forza
_rosari tra le dita e lei non c’era_

e si diventa esperti di mancanze
ematoversi sciolti nelle teche

e come san gennaro
tracce di noi nel sangue impoverito e
_hai visto mai_ che si divenga eterni
quando non si è esistiti?

Pubblicato in CriBo, poesie, poesie della confusione | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 15 commenti

Di poesia che mi sostiene e cura

nu écrite - by criBo

Si pensa che nel verso sia converso
il senso   _chi lo pensa
accaduto e capovolto e chi
narrato nella botte vin de messe

si piangerà quel giorno
nero divelto afasico
in fazzoletti a fiorellini blu
e nelle cocche a contenere
ore di malesistere

ore di mille trafitture
infrangere il collare delle regole
e chiose scritte d’invisibile

nei giardini dei santi titolati
ecolalia
che si rincorre da una bocca all’altra
mi colloca sul ciglio-davanzale
del passato remoto

fuori m’agghindo ancora bella
e vittoriosamente viva

l’Ombra
dovrà aspettare la mia resa

 

novembre 2010

 

Pubblicato in CriBo, poesie, riproposte | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 8 commenti